Si chiama 4 Pezzi Facili il nuovo lavoro discografico de la Tarma con la produzione artistica di Lele Battista, un anno e mezzo dopo il disco d’esordio Antitarma (QuiBaseLuna, 2014).  Si tratta di un ep di cover, quattro pezzi “tarmati”, pescati nel profondo del repertorio italiano (e non) nell’arco di un ventennio dagli anni ’40 agli anni ’60. L’ep è una coproduzione tra SRI Productions (la label di Beatrice Antolini e Daniele Calandra) e Neurosen.

La Tarma traccia per traccia

Si parte da Nico Fidenco e dal grande classico anni Sessanta Legata a un granello di sabbia, qui completamente spossessata dalla dolcezza originaria (anche un po’ eccessiva) dell’interprete original. La Tarma trasforma il brano in un discorso sulla segregazione femminile (del resto anche Every Breath You Take dei Police descrive un caso di stalking ossessivo, mentre tutti pensano sia una grande canzone d’amore), accompagnandosi con una spessa cortina elettronica.

Perché sia attuale Mille lire al mese non è necessario spiegare: qui il discorso si fa più ricco di groove, con La Tarma che si concede qualche mimica vocale che può ricordare, qui e là, l’antico originale.

Con un arpeggio d’archi alla Eleanor Rigby, arriva anche la cover di Ciao, amore ciao di Luigi Tenco, giustamente ricca di pathos: si ricordi infatti che fu questa canzone il preludio al suicidio del cantautore di Cassine. Qui l’elettronica è lasciata da parte, con risultati convincenti.

Si chiude con We’ll meet again, classicone di Laura Lynn degli anni Quaranta, resa celebre prima durante la seconda guerra mondiale da un musical, e poi legata alla colonna sonora del Dottor Stranamore di Kubrick. Ma del resto pure i Pink Floyd cantavano: “Does anybody here remember Vera Lynn?/Remember how she said that we would meet again some sunny day?” A parte i numerosi riferimenti storici che il brano si porta, La Tarma porta in primo piano una ritmica dance, in cui immerge le qualità melodiche del brano.

La scelta delle canzoni non è fatta privilegiando né la popolarità, benché si tratti comunque di canzoni che furono comunque successi nelle rispettive epoche, né la carenza di difficoltà: anzi alcuni passaggi sono particolarmente complicati. Ma Marta Ascari/La Tarma dà prova di grande controllo, sia con la voce sia con la scelta degli arrangiamenti, confezionando un ep convincente.

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