Laila Al Habash, “Mystic Motel”: recensione e streaming

Prodotto da Niccolò Contessa e STABBER, con un featuring con Coez, Mystic Motel è il primo album ufficiale di Laila Al Habash, indubbiamente uno dei talenti in crescita più impetuosa nell’ambito dell’itpop e del cantautorato femminile.

Se qualcuno potesse entrare nella mia testa troverebbe una grande stanza colorata con lampadari giganti, tappezzata di velluto, divani dalle forme pazze e un tavolo con una mappa astrale e dei tarocchi, qualche foto dei miei amici incorniciata e sicuramente una torta appena sfornata. Questo è Mystic Motel: un viaggio lungo 12 tracce che trasporta chiunque lo ascolta nella mia dimensione, confezionato dalle brillanti menti di STABBER e Niccolò Contessa.

Da subito mi è piaciuta l’idea di dare al mio disco la forma di un Motel, un albergo vecchio stile con 12 stanze tutte diverse tra loro. Un luogo dall’aria magica, sfarzosa, mistica, arredato con una maniacale attenzione ai dettagli, ma che mantiene un certo profumo di asfalto e provincia. È il mio primo disco e per quanto importante e permanente sono convinta sia solo l’inizio, un segno di me che rimane ma allo stesso tempo destinato a mutare. Ho pensato che il concetto di motel potesse racchiudere al meglio questa sensazione di temporaneità, perché altro non è che un rifugio temporaneo, un albergo con meno velleità ma non per questo meno affascinante.

Laila Al Habash traccia per traccia

“Mi piaceva/dar la colpa ai miei anni/alle abitudini degli altri/a tutti tranne me“: assunzioni di responsabilità e nuove consapevolezze nascoste nell’eleganza di Abbagli, brano che apre il disco, con qualche sensazione r&b.

Si interroga poi l’Oracolo, ben noto singolo meditativo, dialogo con la madre e spaccato di vita vera, una ricerca di consigli “così saggi e tranquilli”, che poi non si seguono mai. L’umore musicale è molto morbido e rassicurante, dai colori notturni ma senza esagerare con l’oscurità.

Molto nota anche Ponza, chiaramente più solare anche se poi si parla di litigi e di perdono, con un movimento soffice e ondulatorio che assomiglia a un ballo.

Desideri di vendetta e di tatuaggi strappati arrivano ne La fine tua, storia di un incontro non proprio positivo. Cori ed elettronica sostengono una canzone di ritmo medio e piuttosto “calda” nonostante i pensieri omicidi.

Complimenti si muove con sensualità e anche con vanità, delinea paragoni importanti con coppie del passato. Laila fa la civettuola ma parla della propria fragilità, rivelandone un po’.

C’è Coez nel nuovo singolo Sbronza, e c’è parecchio: di fatto canta tutta la prima parte del brano, che ha qualche carattere ironico ma che riassume un dialogo di coppia non tranquillissimo, ma con qualche risvolto provocatorio.

Sirene in arrivo e ritmi dispari per Sunshine, che racconta di gente inconcludente, ma regala anche ricette. E’ la volta di Baby, che torna a rallentare un po’ ma senza rinunciare ai battiti evidenti, citando i Baustelle e offrendo alternanze tra vuoti e pieni.

Amicizia e cose amare finiscono sui Fotoromanzi, primo sprazzo di idee e di suoni vintage, con il pianoforte che sottolinea la voce della ragazza. “Ho un attacco di panico pensato su misura per te”.

Si risale di intensità con Pianeta, che ulteriormente parla di amicizia, che frigge un po’ di elettronica e rivela un risentimento di fondo. Gira in modo minaccioso Sabbia, che infatti si rivela essere brano inquieto e dalle tinte scure. Il finale però si fa molto vibrante e ballato.

L’album chiude con Gelosa, già anticipata come singolo, con emozioni che crescono un po’ per volta, finendo in una sorta di autoproclamazione (“sai che io sono gelosa/gelosa/di me”).

Ha già uno stile consolidato, Laila, e lo sa maneggiare in modo consapevolezze. Le canzoni del disco si snocciolano, accogliendo le influenze internazionali ma plasmandosi in una sorta di soul-pop che parla del quotidiano.

Va detto che nel disco forse qui e là manca un po’ dell’imprevedibilità e del gusto della provocazione sottile che invece, per esempio, era presentissimo nell’ep uscito quest’anno. Se sia una svolta definitiva oppure una voglia di offrire coerenza complessiva al nuovo disco si vedrà con il tempo. Il risultato comunque è assolutamente di alto livello.

Genere musicale: itpop, r&b, cantautrice

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