Dopo il disco d’esordio autoprodotto Cheap Pop, la band post rock padovana Mattatoio5 torna con un nuovo progetto ricco di sfumature elettroniche. Escapes è stato registrato a febbraio 2020 al Lesder Studio di Tommaso Mantelli e vede la produzione artistica di Amaury Cambuzat (Ulan Bator, FaUSt), oltre che le partecipazioni della cantante Romina Salvadori (estAsia) e della poetessa canadese, ma di stanza a New York, Adeena Karasick.

I testi e le atmosfere si ispirano all’opera Carceri d’Invenzione, una serie di 16 incisioni realizzate da Giovanni Battista Piranesi tra il 1745 e il 1750, in cui le prospettive impossibili ci ricordano, come in un incubo, la dimensione astratta della nostra esistenza umana attraverso “la negazione del tempo, lo sfalsamento dello spazio, la levitazione suggerita, l’ebbrezza dell’impossibile raggiunto o superato”.

Nelle performance live, queste pulsioni saranno interpretate dall’artista visivo Igor Imhoff, mentre le fotografie sono di Nicola Paccagnella e l’artwork di Nicola Stefanato. Mattatoio5 è un progetto che unisce musica elettronica/post-rock a interventi di danza, visual e performance di figuranti. Il collettivo, nato nel 2013 tra Padova e Venezia da
Davide Truffo (Hinamuri) e Filippo De Liberali, appassionati di musica e arti visive, vede l’ingresso l’anno successivo di Tommaso Meneghello (The Rip, And We Were Shadows) alla ricerca di nuove sperimentazioni vocali.

Mattatoio5 traccia per traccia

Si parte da un richiamo: Hey There si muove nelle ombre e nelle nebbie di un brano che cresce in modo graduale, aggiungendo elementi lungo il percorso. Dalle sensazioni post rock iniziali cresce un discorso che porta con sé elementi di new wave.

Con The Gutters il percorso si fa più accidentato ma anche più ricco di contrasti, con una voce tutto sommato morbida che si oppone a un movimento dinamico e rapido.

Qualche strappo che sa di noise nelle prime battute di Untie Me, per una storia di legami che si narra attraverso una voce femminile.

Atmosfere molto sinistre quelle di cui si nutre Grey, pezzo piuttosto ambiguo che poi cambia marcia e si fa più appuntito.

Qualche mormorio alcolico introduce a Developing Solutions, che presto cambia scenario e si fa algida e quasi fantascientifica. Anche qui la seconda parte riserva qualche accelerazione in campo aperto.

Titolo beatlesiano per Come Together, che si fa intima e meditativa, accompagnata da archi lontani. Anche qui la canzone si divide in due, con una seconda parte più inquieta.

La quasi title track Escape muove sentimenti liminali, con piccoli bagliori luminosi che fanno da sfondo alla voce di Romina Salvadori. Il brano si trasforma gradualmente in un concentrato drammatico di sensazioni.

Molto più veloci le impressioni che lascia Please, che a tratti fa pensare ai Depeche Mode (impressione ricorrente nel disco), ma ha una linea di basso molto più Cure e rimandi al resto della dark wave, tipo Joy Division o Siouxsie.

Parte poi la Rat Race, una corsa dai tratti elettronici, non troppo veloce ma piuttosto spettrale. Il disco si chiude con Lost in Time, ricca di situazioni dolciamare, con qualche svolazzo vocale ed elettronico.

Disco compatto nei suoni e negli intenti, quello dei Mattatoio5, che contemperano le esigenze artistiche e di sperimentazione con un sapiente uso di elementi più pop. Il mix che ne risulta è godibile, interessante e intenso.

Genere musicale: post rock, new wave

Se ti piace ascolta anche: Yellow Kings

Pagina Facebook Mattatoio5
Pagina Instagram Mattatoio5