Con titolo baudelairiano, esce oggi martedì 9 febbraio 2021 I fiori del male, il disco di debutto di Oana, atipica e misteriosa cantautrice classe 1992, anima di una discoteca oscura e abbandonata. Il disco segue i due precedenti singoli dal titolo Dentro e Fuori e Stai con me!, una raccolta di emozioni, di sensazioni che scuotono e muovono, che incantano e spaventano.  

I miei fiori del male. E questo centralismo dell’Io, perché ogni persona conosce bene il proprio dramma esistenziale, e con dramma intendo dire proprio l’intreccio narrativo, la propria storia, le proprie azioni. I Fiori del Male, una breve raccolta di emozioni, di sensazioni che scuotono e muovono. Che m’incantano e mi spaventano.

Si nutrono del dilemma esistenziale che, come in Baudelaire, si ripropone prepotente fra voluttà animalesca e disincarnazione, con la consapevolezza che nessuna delle due parti può essere abolita. Allora c’è “bisogno di uscire da se stessi, di dimenticare il proprio IO in un altro corpo”, nel mio caso, in musica.

Cerco di fissare tutto, quasi a volermene liberare, quasi a volerlo esorcizzare. A mia volta, vorrei che la mia musica svolgesse la stessa funzione, un contenitore di sensazioni, vorrei essere d’aiuto per qualcuno. Perché è vero, la musica (come tutta l’arte) può intrattenere, può far riflettere, e può aiutare le persone. Quindi ben venga tutta la musica, ma la mia di questo primo disco, è un po’ più introversa, un po’ più misteriosa, perché io sono così e perché vorrei lasciare la possibilità agli ascoltatori di scegliermi, di ascoltarmi, di volare, di immaginare, di liberarsi da cose.

Quindi, sperando di riuscire ad emozionarvi almeno un pochino, di riuscire a segnarvi almeno un pochino, vi lascio all’ascolto del mio primo ep: I fiori del male”.

Oana traccia per traccia

Si parte dai presagi oscuri di Dentro e fuori, ricca di ambiguità e piuttosto sussurrata. L’atmosfera è ovattata ma non priva di insidie.

Ed eccoli crescere i Fiori del male: la title track spunta da pianure elettroniche sulle quali la voce di Oana si stende a raccontare di illusioni presenti e allucinazioni del passato, con vibrazioni sparse.

Movimenti voluminosi quelli che aprono Liberati, che si avvale di una componente elettronica piuttosto consistente, sulla quale la voce aleggia aerea ma insistente. Il movimento si fa più rumoroso e quasi isterico con l’andare delle battute.

L’autotune si impadronisce dei primi versi di Stai con me, canzone nostalgica su sonorità minimal, con i suoi prati proibiti fuori dal tempo.

Un altro invito piuttosto determinato, Trattienimi, presiede all’ultimo brano dell’ep, ricco di bassi gutturali e di percussioni che hanno un che di tribale.

Peculiare e ricca di contrasti, la poetica di Oana colpisce per la capacità di tenere insieme estremi sonori (alto e basso, vintage e innovativo) con il fil rouge di una voce sottile ma continua e omogenea. Un esordio interessante e dalle ottime prospettive future.

Genere musicale: synth pop, dark wave

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