Uscirà il 24 novembre Volcano, il secondo ep della band milanese Ongaku Motel, ch avevamo già conosciuto l’anno scorso grazie a Ogni strada è un ricordo (qui la recensione di TraKs).

Il nuovo ep contiene conferme e cambiamenti: siamo sempre sulla strada del cantautorato, ma ci sono passi avanti sia per quanto riguarda la scrittura, sia per sonorità consistenti e sentimenti molto vividi.

Ongaku motel traccia per traccia

Occhi pesti apre l’ep su toni mediterranei, con qualche riferimento alla canzone d’autore, ma su quel tracciato che va da Carosone agli Avion Travel, tra chitarre acustiche e cori.

A seguire Il bivio, un po’ meno solare, con testi e modi che fanno pensare ai cantautori di ultima generazione (per esempio la “scuola romana”), e che va a spegnersi su un giro di chitarra e a riaccendersi sulle movenze del basso.
Un inizio non privo di pathos aiuta a entrare dentro Grandina, molto ritmata e gonfia di suoni e idee. Come altri brani del lavoro, suona molto viva e ricca d’impatto.

È ancora il basso, con un giro piuttosto rancoroso, a contrassegnare l’apertura di Vendetta, tra i pezzi più veloci dell’ep, con caratteristiche rock-pop piuttosto marcate.

Brindo con seppia potrebbe aprire un genere, di sicuro successo di questi tempi: le ricette cantate. In realtà la seppia è cucinata a ritmo medio, e guarnita di metafore non proprio e non sempre gastronomiche.

Si chiude con Amare gli amari (assunto che ci sentiamo di condividere), con sonorità indie piuttosto schiette, ma senza perdere di vista le strofe da cantautore.

Un ep con tratti divertenti ma anche significativi, buone caratteristiche di originalità e pizzichi di ironia sparsi qui e là, non sempre dove ce li si aspetterebbe. A questo punto è obbligatorio attendere gli Ongaku Motel al varco di un lp intero.

Se ti piacciono gli Ongaku Motel assaggia anche: Ex-Otago, “In capo al mondo”