Roberto Bruno, “Bene necessario”: recensione e streaming

Bene necessario è il nuovo disco firmato dal cantautore Roberto Bruno. Classe ’77 nasce a Torino in una famiglia di impiegati statali emigrati che rientra in Sicilia nel ’80. Cresce a Belpasso all’ombra del vulcano, ma si sposta diverse volte in altre città d’Italia seguendo i trasferimenti per lavoro dei genitori. Il richiamo dei luoghi e sapori della sua terra, la Sicilia e l’Etna, sono un legame molto forte la cui essenzialità e vitalità sono fondamentali per lui. Inizia a suonare a 13 anni la chitarra, comincia a sperimentare le prime composizioni, suona in tante band e vive attivamente la scena anni ’90 catanese.

Con la band OneEyeDog intasca una serie costante di successi e 2° posti in Festival musicali, Suburban Live Fest di Catania, Festival della città di Cava dei Tirreni, finalisti regionali di Arezzo Wave e finalisti con menzione di Bande Rumorose, tutti nel 2001. Con i Punto G sono 1° classificati nel concorso “Pagella Rock” organizzato dal Comune di Torino nel 1999, apriranno il concerto degli Audio2 nel 2000 in Piazza Università a Catania.

Nel 2012 riprende attivamente l’attività musicale, fonda nuove band, viene costantemente richiesto da altri cantautori e musicisti, pubblica nel 2013 l’EP “In Silenzio”. Si dedica negli anni successivi ad una intensa attività concertistica, e collaborazioni con tanti autori etnei. Tra le diverse collaborazioni va annoverata la sua presenza nell’album dei Deudada “Euforia” del 2014 sia come autore che musicista.

Di spalla ad Anita De Luca vince il concorso “Musica Libera” nel 2015, insieme fondano una band, gli Antura che nel 2016 vince il “Band Music Festival”. Vive di musica ormai e finalmente si libera dal peso della sua laurea in Economia, è ormai un musicista riconosciuto sia dalle vecchie che dalle nuove generazioni del suo territorio. Centinaia di live l’anno, senza limiti di genere e specie. Nel 2019 è coautore dello spettacolo d’arte e letterario “Versante Sud – 1669”.

Coglie l’occasione del lockdown forzato per concentrarsi sulle sue produzioni ed il 23 marzo 2020 publica “Dentro Casa”, il suo nuovo Album e il 29 aprile l’EP “1669 – Milleseicentosessantanove”, entrambi con il suo nome vero. Bob Brown, ormai è in pensione, il suo amato nick non serve più a nascondere una seconda vita. Sono in corso le registrazioni delle nuove canzoni scritte in tempi di Covid19 per il prossimo album. Dall’aprile 2020 inizia a scrivere e registrare le nuove canzoni dell’ultimo album “Bene Necessario”

Roberto Bruno traccia per traccia

Con un lavoro sulle armonie vocali il disco prende il via da Medioevo, ballata articolata con tratti acustici e piuttosto pensosi ma colorati.

Due soldi del ’43 fornisce un contesto storico a un altro brano piuttosto intimo nonostante un drumming intenso.

Si viaggia su binari rock ma anche piuttosto british con Bene necessario, title track che parla di libertà, aria pulita, acqua pubblica eccetera.

Più blueseggiante l’atmosfera di Senza gettoni, che ha contenuti più personali e meno universali. Molto elettrica e chiassosa, ecco poi Carrello, ricca di volume e riverberi.

Molto più morbida e acustica Fosse facile. Al contrario, ecco Facciamo schifo, ultimo singolo, che torna all’elettricità e anche all’aggressività.

Senza giustizia riporta la calma con una ballata completata dal pianoforte. Atmosfere vintage e ronzanti per Compagno d’istanza Covid, quasi un divertissement.

A chiudere, ecco L’Ultima, un rock finale fluido e piuttosto vibrante.

Ispirazioni miste ma sincere, quelle che Roberto Bruno raccoglie per il suo nuovo album, ora morbido, ora più appuntito, in un assortimento completo di umori e di idee.

Genere musicale: cantautore

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