Roberto Ventimiglia, “Look at the stars tonite”: recensione e streaming

Se la casa dove vivi è anche il tuo laboratorio, allora restarci confinato è come rimanere chiuso nel tuo studio, con i tuoi strumenti, le tue idee e un mucchio di tempo a disposizione: Look at the Stars Tonite (A Lockdown Time Diary) di Roberto Ventimiglia è nato così, senza programmazione a monte, senza del materiale pronto a riempirlo.

La scaletta raccoglie brani in parte scritti da zero durante il confinamento domestico in cui ci siamo ritrovati tra marzo e maggio 2020 (Look at the Stars Tonite, ‘Tis a pity, indeed, Lockdown Time Diary Page), in parte composti precedentemente e mai registrati (Black Ink) o quasi irreperibili (London, a oggi ascoltabile solo come demo telefonico nascosto nella copia fisica del debutto Bees Make Love to Flowers).

Roberto Ventimiglia traccia per traccia

Le stelle si allineano sulla configurazione del power pop internazionale a partire dalle prime note di Look at the Stars Tonite, title track che apre l’ep di Roberto Ventimiglia.

Molto beatlesiana e soffusa, ecco poi ‘Tis a Pity, Indeed, dall’andamento sinuoso e con buoni spazi per la chitarra elettrica, più suadente che fiammeggiante.

Un po’ più ruvide, ma anche con qualche momento più delicato, le atmosfere che regala la seguente Black Ink, che si destreggia tra tentazioni psichedeliche e jazzate.

Morbidissima invece la seguente London, che si gioca su sfumature e variazioni impercettibili. Chiusura più rumorosa con i paesaggi movimentati di Lockdown Time Diary, che si avvale di sensazioni sintetiche.

Come la quarantena ci ha insegnato, ci sono molti usi creativi che si possono inventare per casa propria: Roberto Ventimiglia ha ottimizzato costrizioni e ispirazioni per ottenere cinque canzoni piacevoli e appassionate.

Genere: pop cantautorale

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