Rolando/Bacher al Circolo Pantagruel: il report

Non enorme ma accogliente lo spazio del Circolo Pantagruel di Casale Monferrato (Alessandria), nel quale ieri sera i genovesi Tommaso Rolando e Alessandro Bacher hanno portato un set ricco di sperimentalismo e di suggestione.

Il live si impernia su chitarra classica, contrabbasso, voce che a volte vede protagonista ora uno, ora l’altro, ora entrambi, e un uso parco e giudizioso dell’elettronica. Ma la sostanza è quasi sempre e quasi tutta acustica, in pezzi ora incisivi ora più dilatati e soffusi.

Nel corso del concerto si incappa in impressioni da desert rock così come in idee più vaghe e jazzate, come quelle perse all’interno dei loop di Linoleum. La fisicità dei due impatta in modo coerente con gli strumenti, con l’alto contrabbassista vestito di scuro e il chitarrista con camicia fiorata e apparenza più fantasiosa.

Virtuosismi e loop caratterizzano pezzi come Icelander, costruito prima a onde lunghe, e poi con chiusura a impatto. Il contrabbasso è ora pizzicato, ora suonato con l’archetto, ora percosso, a seconda della lunghezza del respiro del brano.

E se qualche strumentale nasce per sonorizzare film muti, qualche altro potrebbe rappresentare la colonna sonora di film morbidi e nostalgici. Le suggestioni si fanno vaghe e sfumate su Bonsai, poco prima della chiusura (“Ora facciamo l’ultimo pezzo. Non chiedeteci bis perché dura un quarto d’ora”).

Un live breve ma coerente, sia con l’ambiente intimo sia con le dinamiche interne del duo, con qualche piccola pecca a livello di una vocalità un po’ troppo dispersa, ma compensata dalla perizia strumentale e dalla performance complessiva.

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