Scarda, “Bomboniere”: recensione e streaming

Bomboniere è il titolo del terzo album in studio di Scarda, che parla principalmente d’amore, ma senza annoiare. Domenico Scardamiglio, vero nome dell’artista, modella il sentimento per raccontare storie, lo scalda con la sua voce, lo lascia libero di spaziare tra il pop e il cantautorato. Ritornelli semplici, cuori in mano, piccoli dettagli e qualche brivido, i brani contenuti nell’album continuano a convincere, dopo i buoni risultati ottenuti con i precedenti lavori. Prodotta da Gianmarco Manilardi con la partecipazione di Riccardo “Deepa” Di Paola negli arrangiamenti, Bomboniere sembra un piccolo contenitore di sensazioni, che stringono tra le spire per poi lasciarti andare verso un abbraccio, un conforto.

Scarda traccia per traccia

Piove sui panni stesi, ricordi appesi / come le foto nostre che ora hai messo via
Certe cose tu non te le scordi. Niente, la prima traccia dell’album, nostalgicamente cerca di tenere il punto, di non mostrare una fragilità che è ormai evidente. Ripensare a ciò che è stato, rendersi conto di ciò che non è più, provare a schivare i colpi. Il ritmo aumenta, sembra voler crescere insieme al rimpianto, mantenendo i toni della ballata da cantare a squarciagola.

Che passa la voglia di tornare a dormire / come se fosse un giorno da non fare finire
Risacca racconta l’altra faccia della medaglia, quella di quando l’amore è forte, tangibile, unico. Come tutti noi, come tutti gli altri. Piccoli frammenti di felicità, dalla sua giacca sulle spalle quando fa freddo, alla luna promessa e ancora mai portata sul serio, Scarda fa sorridere ripensando a momenti che sono davvero di tutti.

E storie a lieto fine sono scene tagliate / abbiamo spento tutto e poi sono continuate
Come tradizione insegna, non lasciamoci ingannare dal sound. Tutti i giorni parte scintillante, sa di anni ’80 e di discoteca, ma la storia che ci racconta va da tutt’altra parte. Non basta cercare di dimenticare chi abbiamo amato, tra alcol (tanto) e imprecazioni (tantissime), non basta urlare contro il mondo, bisogna soffrire fino in fondo. E tutti i giorni, appunto.

Ci fa meno paura quello che conosciamo / tranne dire ti amo, già ci sono passato
In Lasciarti perdere arriva anche Cimini, e quindi è ancora meglio, anche se il mood continua a lasciare in bocca il sapore della malinconia. Il ritornello promette anche lui di farsi cantare, mentre qualche domanda affiora, tra i mesi che passano e le persone che appaiono in sogno.

Se ti vedo vicina già ti sento distante / perché tu sei coerente, coerente / ma nel cambiare sempre
La voce screpolata di Scarda riesce a graffiare un po’ di più in Da solo, una presa di coscienza di dipendenza affettiva, la consapevole accettazione di qualcosa che non soddisfa per paura di perdere del tutto la persona amata. Silenzi, paure, sacrificio, percepiti come regali e custoditi gelosamente. Ti amerei anche da solo. E spesso già lo siamo.

La luna non scalderà la gente / ma ti illumina la fronte
Se non è ancora stato singolo speriamo che lo sia, Aquilone fa sicuramente capolino nel girone dei ritornelli che funzionano bene. Momenti intimi, raccontati dallo stesso autore come il dato di fatto dello stare insieme, del nonostante tutto, del fatto che sia una continua conferma, una questione da affrontare quotidianamente, tra cose belle e cose brutte. Il finale aumenta il tempo, le allusioni accarezzano, le promesse d’amore eterno sono d’obbligo.

Ma sei un’amica e te lo giuro / non lo dimentico mai
È stato lui è il pezzo più movimentato dell’album. Scarda canta al femminile, raccontando la storia di un’amicizia disturbata da un uomo che sta con una e ci prova con l’altra. La protagonista racconta di quanto cerchi di opporre resistenza ai tentativi di flirt che invece l’amica non perdona, mentre si continua a ballare.

Per tutti i posti in cui sono tornato e non eri tu quella che avevo a fianco / però ti ho pensato
Si intitola Bagaglio a mano, ma pesa come una valigia che sarebbe meglio imbarcare. Si va avanti, si ricostruisce la vita, ma a volte non basta aumentare la distanza per non sentire la presenza. Strappacuore e delicata allo stesso tempo, riesce a commuovere e a regalare un sorriso. Bravo Scarda.

E sapeva di cemento l’autostrada col tramonto / quanto tempo ancora guiderei
Tra le varie fasi dell’amore mancava il raccontare il momento del… prima. In Ti ricorderai si parla dei primi momenti: conoscersi, cercarsi, prima del cominciare a dare l’altro per scontato, prima del quotidiano. Ripensarci non può che dare un brivido, una stretta al cuore. Le follie che ora ci stancano e che prima non vedevamo l’ora di poter custodire, i ricordi di chilometri percorsi per vedersi al tramonto ora sembrano solo cercare vicinanza.

Trovi pace soltanto quando casa ti manca / quando il traffico è lento, quando il tempo ti stanca
Asciutto è un’Albachiara à la Scarda. Un augurio, una dedica, una fotografia, un pensiero al femminile. I giorni cupi che sembrano voler inghiottire, il desiderio di vederli passare, la consapevolezza che domani avranno lasciato ciò che avevano da insegnare.

Bomboniere contiene dieci tracce semplici, pop, che riescono a far emozionare sempre senza cadere nel banale. La scrittura di Scarda continua a essere molto musicale, così come la sua stessa interpretazione. La confusione delle origini anagrafiche corrisponde a quella delle origini musicali si legge nella bio dell’artista. Quello che è chiaro è che, spesso, dalla confusione riescano a nascere piccoli grandi album.

Genere musicale: cantautore pop

Se ti piace Scarda assaggia anche: Gazzelle

Pagina Facebook Scarda
Pagina Instagram Scarda