cmqmartina, “DISCO 2”: recensione e streaming

Esce oggi 4 giugno il nuovo album di cmqmartinaDISCO2 (Sony Music/Columbia), un disco per i suoi primi vent’anni, tra elettronica e songwriting. Dopo i recenti singoli se mi pieghi non mi spezzi, da subito nelle principali playlist, e pensieri sbagliati, ecco il nuovo album, che sarà presentato dal vivo al MI MANCHI, la nuova rassegna itinerante del MI AMI Festival.

Il fortunato debutto era arrivato con DISCO (2019), un album che è un richiamo alla spensieratezza al neon degli anni 80; da quel momento, cmqmartina vede la sua carriera sempre in salita e, in un solo anno e mezzo, a soli vent’anni, supera i 10 milioni di streams e i 160mila followers.

“DISCO 2 sono i miei vent’anni.  Dentro ci sono parole nate nei treni di città lontanissime, nelle feste che facevo di nascosto, nelle notti che mi facevano più paura. Dico sempre che sono nata per autosabotarmi: con questo disco cerco di ricostruirmi. Racconto azioni e reazioni di questo mio cuore ogni volta che si trova in un posto dove ha il dramma e il privilegio di poter diventare un po’ più grande. Amori nuovi, amori finiti, litigi giganti, pianti disperati, tatuaggi in casa, sbronze che pensavo sarebbero state irrimediabili, scalate su monumenti patriottici, visi sconosciuti nella mia casa.
Il tutto senza mai smettere di ballare, in questi pezzi ci sono suoni che mi rendono felice, la cassa in quattro che è il mio posto sicuro e l’energia creativa di tanti artisti che è rimasta incastrata nelle canzoni di questo disco.”

cmqmartina traccia per traccia

Si parte dal nuovo singolo: matta vera è una sorta di dichiarazione d’intenti. Fatta ballando, ovvio, con un andamento sensuale ma anche leggero e fiorito. “Ora sei up/dopo sei stop”: un linguaggio nato su e per i social e con una agilità comunicativa e sonora che non appesantisce mai i tratti del brano.

Tempo per i pensieri sbagliati, un po’ più notturna e con un testo che si fa più speculativo, tra pensieri sulla redenzione (“che non mi appartiene”), sulla “perversione della dottrina morale”, perché l’amore è soltanto una pulsione. Ritmi sempre piuttosto consistenti ma suoni che si fanno piccoli e fitti.

Ritmi leggermente più rallentati con Fermiamo il tempo, un desiderio utopico che incontra sonorità che sanno di internazionale e di ottima produzione, oltre che di sostanza.

Singolo precedentemente edito, se mi pieghi non mi spezzi viaggia sotto le stelle accese e si dedica anima e corpo alla danza e all’atmosfera da club. Martina balla “tra deserti e chiese” e fa riferimenti alla dancepop anni Novanta (e oltre).

Si viaggia in crescita rapida con soli per sempre, che a dispetto dell’atmosfera particolarmente animata parla di altre di dimensioni, dell’essere “morta dentro”: “Siamo belli/ma non ci vivremmo”.

Un filo esplicito il titolo di sbattimi, che però non ha un significato (solamente?) sessuale, quanto più di spinta vitale. Le capacità di riflessione su se stessa sono messe alla prova dalle “troppe distrazioni dentro questa testa vuota” e dalle dinamiche del pezzo, sempre veloci.

Protagonista il povero cuore, per un altro pezzo colorato, fiorito e carnale (“siamo delle vere puttane” è la frase, metaforica, che colpisce di più). L’amore è raccontato senza censure e senza cesure dalla lingua piuttosto tagliente di Martina.

Outro x te non è proprio un’outro: è un brano vero che parte da lontano e da sensazioni r&b, poi si fa concreto un po’ per volta. Citazioni bibliche sorprendenti e morbidezze ritmate alla ricerca di un’intimità che sembra sempre a un passo o anche meno.

Più concreta, più decisa, probabilmente anche meglio consigliata, cmqmartina pecca solo nella fantasia per trovare il titolo del disco. Per il resto le cose sono tutte al posto giusto e nel modo giusto. Non in senso di prevedibilità, ma di incastri giusti.

E’ pop, superpop, hyperpop, boh. Però fatto come si deve, ascoltando i dischi giusti, scrivendo testi che pur avendo un piglio quotidiano non scadono nel banale, non cercano il ritornellino a tutti i costi, si appoggiano bene sull’attualità. E ballano sempre, che forse poi è la cosa di cui abbiamo più bisogno in questo momento.

Genere musicale: pop, dance

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