Esce per Bunya Records il primo album degli SLWJM (Slow Jam), band astigiana dalla forte impronta internazionale. Mega è il nome del nuovo lavoro con cui si approcciano a inaugurare il 2021.

MEGA è il nostro primo album e siamo particolarmente orgogliosi di poterlo definire un lavoro 100% SLWJM. Ci siamo occupati per intero di ogni aspetto della sua creazione: dal processo compositivo, all’aspetto di registrazione/produzione e, infine, della post-produzione. Chi ci segue già dall’uscita del nostro primo ep noterà un fil rouge con quel lavoro: le atmosfere  sono spaziali e ipnotiche, le influenze della black music rimangono il nostro punto di riferimento. Tuttavia è stato fatto un grande balzo in avanti.

MEGA, infatti, è un album che germoglia da anni di esperienze live e affiatamento che ci hanno portato a integrare meglio le nostre radici musicali. Questo ha partorito un sound con diverse sfaccettature: dalle influenze più smaccatamente jazz/fusion a quelle più tipicamente rnb e soul, senza mai apparire frammentario. Tutt’altro, questo lavoro appare molto più coerente, in particolar modo perché siamo più consapevoli della nostra personalità e di come vogliamo suonare. MEGA è un viaggio attraverso sonorità variopinte e tematiche senza tempo, come amori tormentati, angoscia esistenziale, ma anche sollievo e vagabondaggi spaziali, che si intrecciano continuamente portando a voli pindarici nei quali l’ascoltatore non può che immergersi e lasciarsi trasportare“.

SLWJM traccia per traccia

Un’atmosfera morbida e sensuale, in un improbabile punto d’incontro tra new romantic e jazz/lounge, è ciò che propone Floods, traccia d’apertura del disco.

Più immersa nel discorso pop No Longer Love, soprattutto nella prima parte. L’anima soul-jazz della band prende possesso del brano soprattutto da metà in avanti, dando al pezzo un aspetto più free.

Nothin’ but U si spinge in territori palesemente notturni, con un ritmo lento e avvolgente. Nostalgie del black pop anni ’80 (sprazzi di Prince, sensazioni di Michael Jackson, altri monumenti sparsi per strada) si mostrano con cautela.

La chitarra elettrica, che nel brano precedente costeggiava con delicatezza, esplode in Story of My Life, primo brano veramente ritmato e quasi math, con qualche divagazione teatrale qui e là.

Dopo il minutino di Interlude #2, ecco le profondità e il groove in cui Step Memories immerge le proprie mani senza tirarsi indietro.

Ambienti un po’ sognanti quelli che propone Hold On, con una linea Ellington-Porter-Gershwin molto presente e vivificata dalla tromba che scivola dolce.

Qualche piccola esplosione e una struttura serpeggiante, quella su cui è costruita Purple in the Sky, che si permette di transitare in spazi quasi psichedelici, con molto spazio per le divagazioni.

Si chiude con Day’n’Night, che riprende alcuni movimenti del brano precedente, ma usa in modo più cospicuo la voce, sia allargandola a coro, sia incidendo più in profondità con una sorta di rappato morbido.

Bella varietà sonora, pur all’interno di un’omogeneità e di una coerenza naturale, quella degli SLWJM. La band non sembra voler tenere conto di alcuna moda, piuttosto preferisce una ricerca sonora tutta propria, che prescinde dai decenni di riferimento e punta dritto su melodie e armonie “senza tempo”.

Genere: nu soul, funk-jazz

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