Soul Island, “Shards”: la recensione

Anticipato da due singoli e da diverse importanti premiere nazionali e internazionali esce per l'etichetta Loyal To Your Dreams il debut album Shards di Soul Island, nome d'arte dietro il quale si cela il producer salentino ma di base a Londra Daniele De Matteis.

Shards, che gode della partcipazione al missaggio di Matilde Davoli, affonda radici profonde nel passato e nei sentimenti dell’artista. Parte dalla riflessione nell’osservare il frammentarsi e il diluirsi delle sottoculture anni 80-90 in stream di dati per millenials, senza dissimulare in sottofondo l’amarezza nel vedere quei contenuti perdere profondità nel vuoto frequente dei media odierni.

“Shards è una collezione di canti e paesaggi sonori personali, parla di crescita e di come proteggere i sentimenti. Ogni traccia è un frammento della mia storia e dei miei discorsi interiori su cose intime, ma anche su quello che c’è là fuori. E’ tutto intessuto con arpeggi e beat analogici, fatti con strumenti che ho accumulato nel tempo”. (Soul Island)

Soul Island traccia per traccia

Il disco si apre sulle note di Loser Rev, in qualche modo reminiscente di certo synth pop anni Ottanta ma anche meno regolare nei battiti e dagli esiti compositi.

Ritmica più precisa in Bleed, che ha movimenti agili e un po' danzerecci. Anche il beat di Neon Vision è importante e risonante, ma comprende anche momenti di calma che sfociano in ripartenze ad ampio raggio, con un vago retrogusto shoegaze.

Molto continua e intensa Ocean, che costruisce sui loop e su un effetto di risacca sempre più incalzante.

Drumming quasi tribale per Night Shore, strumentale che però non assomiglia a un riempitivo. Rumori lontani aprono Soul Drain, che poi accumula strati sonori morbidi uno sull'altro.

Perlin Time apre con schermaglie elettroniche e poi si lascia fluire secondo modalità pop-dance.

Lead Out arriva da lontano trascinando un po' i piedi, e poi muovendosi secondo una direttrice progressiva e un po' ossessiva.

Chiusura finale con Mother, che conta su una crescita strumentale ben costruita e bilanciata, prima che le voci arrivino al culmine del brano.

Debutto positivo e vivido, quello di Soul Island/De Matteis, capace di mettere insieme un disco molto rotondo e intenso, capace di scavare anche piuttosto a fondo.

Genere: synth pop

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