SPZ, “Noi/Gli Altri”: recensione e streaming

Noi/Gli Altri è il primo album ufficiale di SPZ, cantautore e produttore di Roma, tra i nomi che si stanno facendo notare nella nuova scena italiana. Il disco esce per Undamento e vede la collaborazione, in qualità di produttore, Domenico Finizio dei Tropea.

Tra atmosfere psichedeliche e indie rock dalle influenze d’oltre oceano molto attuali, nei nuovi pezzi SPZ alza l’asticella dello sperimentalismo. La produzione si fa più ricca e curata in ogni dettaglio. In certi pezzi, quando decide di graffiare con le chitarre o di giocare con synth distorti, lo fa per mezzo di uno scanzonato piglio pop. Nel disco anche la collaborazione con Voodoo Kid e See Maw nella traccia Vuoti – insieme, unico featuring del disco.

SPZ traccia per traccia

C’è un pizzico di Giorgio Poi nella vocalità e nei suoni di Scenderei anch’io, il brano di apertura del disco, un pop mosso e fluido.

Bye Bye mette in evidenza un lato più morbido e qualche nuvoletta sonora su cui SPZ si adagia, con qualche sottofondo beatlesiano che conferisce un po’ di fascino in più.

Dita nelle piaghe e giri di basso nella seguente Bambino, che gioca con le tensioni e i malcontenti infantili sempre su scenari pop morbidi e piuttosto colorati.

Ecco la traccia con i featuring: See Maw e Vodoo Kid offrono dimensioni in più a Vuoti – insieme, notturna e cosparsa di suoni “indie” e vintage.

La dimensione psichedelica si fa predominante in IIGRANDEII, che in effetti acquista toni piuttosto epici.

Per contrasto, si ritorna in cameretta con i suoni di NOI/GLI ALTRI, title track, che comunque mantiene certe idee immaginifiche.

Si prosegue con i titoli in maiuscolo per mezzo di HOPAURA, un’espressione di timore che si sviluppa con suoni sintetici voluminosi e con un cantato piuttosto fantasioso.

“Ho fatto cose che non direi/ho detto cose che non farei”: la dicotomia fra pensiero e azione emerge Tra il dire e il fare, che pesca dalle sonorità vintage (perfino una voce robotica) per un brano di chiusura piuttosto speculativo.

Ci sono molti spunti interessanti e molte canzoni di valore all’interno del disco di SPZ. Che si inserisce sì nell’alveo dell’itpop per suoni e per tendenze, ma che poi si dimostra capace di stravolgere lo spartito, di prendere pieghe psych, di disegnare per conto suo senza troppe limitazioni.

Genere: itpop

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