Catrame è il nuovo singolo di The Zen Circus, una canzone che parte parlando di fumo e che poi si dedica a qualche escursione, anche sonora, a 360°.

Catrame non poteva che essere la prima traccia del disco; una voce nuda e cruda che introduce il tema portante dello stesso: il nostro corpo come ultima casa accogliente. Un legame indissolubile con i nostri simili e con la morte. Il concetto di libertà diventa effimero di fronte al cordone ombelicale così come quello di verità crolla fin tanto che raccontiamo bugie a noi stessi. I cerchi creati da un sasso lanciato in uno stagno pian piano si allontanano, e quando lo specchio dell’acqua si ricompone riconosciamo il nostro volto per quello che purtroppo troppo spesso siamo: il nostro peggior nemico.

Si tratta del secondo estratto, che precede l’uscita de L’ultima casa accogliente, il nuovo album della band che sarà rilasciato il prossimo 13 novembre e che arriva a due anni di distanza dal precedente disco di inediti Il fuoco in una stanza. Il nuovo album sarà pubblicato in versione cd e lp. Del formato vinile sarà realizzata anche una speciale edizione colorata a tiratura limitata con card autografata in esclusiva per Amazon.

The Zen Circus, “Catrame” – il testo

Io sono nato in una casa fatta di catrame / negli anni in cui fumare incinta non faceva alcun male / Il fumo entra nei polmoni e nei polmoni rimane / come il tumore che vorrebbe uccidere mio padre / Tu portami da bere e continuiamo a scherzare / su tutto quello che ci assilla, sulle storie più nere / Se ci prendono per matti tu non preoccuparti / ci mettono un minuto a dimenticarci / Vogliamo libertà / per tutti i popoli / ma i primi siamo noi / a non esser liberi / costretti dentro a un corpo e dentro al tempo / Ma un giorno tutto questo finirà / forse bene, forse male, chi lo sa? / Siamo parte dell’eternità del mondo / e continuiamo a comportarci da millesimo di secondo / Chi dice che si nasce liberi si sbaglia / il cordone ombelicale ogni giorno lo ricorda / Una poesia va scritta, dedicata e poi abbandonata / Chi la usa per piacere agli altri beh, l’ha sprecata / Quindi scavami una buca e seppellisci il mio cuore / sulla lapide scrivi “a breve arriva il padrone” / Chiediamo verità / per tutti gli uomini / ma i primi siamo noi / a dirci bugie orribili / Chi è senza peccato non capirà / ma un giorno tutto questo finirà / forse bene, forse male, chi lo sa? / Mi manchi bastardo, come una tela al ragno / L’amore è un sasso che lanci in uno stagno / Il cerchio si allarga e se guardi bene al centro / sei tu, sei tu, e chi può odiarti di più?