Il tempo dell’Inverso è il primo full length della band torinese Twang, in uscita oggi 2 aprile 2021 per Avio Music Records. Un album dalle influenze ampie e variegate, realizzato da cima a fondo presso lo studio torinese Imagina Production, fatta eccezione per i due singoli apripista Attacco e Il Tempo dell’Inverso, mixati ai Real World Studios di Peter Gabriel e masterizzati agli Abbey Road Studios, sempre sotto la supervisione del produttore Alessandro Ciola.

Twang traccia per traccia

Questioni sociali alla base delle immagini crude del testo de Il branco, traccia d’apertura del disco, su suoni piuttosto ruvidi. Schitarrate a chiudere il brano.

Suoni orientaleggianti e citazioni da Frankenstein jr. per Frau Blucher, ironica e svelta. Ecco la title track Il tempo dell’inverso, che galoppa su ritmi medi con buone dosi di drumming. Finale elettrico e un po’ isterico.

Accenni di blues con Violento, che si fa adirata e piuttosto densa di aggressività. Le chitarre accompagnano lo sviluppo del testo, con fiammate improvvise piuttosto old style. Anche Colpevole canalizza una certa quantità di rabbia, ma in modo tutto sommato leggero e fluido.

Rock molto aperto e anche piuttosto anni Ottanta quello di Attacco, con influssi quasi punk nel ritornello e idee più mediate nelle strofe. Si procede poi con Caverna, brano che si apre con calma, con qualche risonanza quasi rockabilly e citazioni dantesche.

Molto animata la corale Il gioco, che ha ulteriori stimmate vintage, con un flusso sonoro importante e rumoroso, con qualche deriva quasi psichedelica. Venti di tempesta e flauti sottili invece per una più malinconica Esilio, strumentale di ispirazione chiaramente morriconiana. Si chiude con Il pirata, che ha toni un po’ picareschi e molto ironici, con scelte sonore per lo più acustiche.

Ricco di buone intenzioni, il disco dei Twang è ben suonato e coerente, pur non stravolgendo alcun canone.

Genere musicale: rock

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