Universound: muoversi verso nuovi orizzonti

Universound è un progetto formato da cinque elementi alla costante ricerca di una chiave originale per il proprio materiale sonoro. La band è formata da Leonardo Carletti, voce/sax; Davide Ballanti, chitarre; Isaak Affan, tastiere; Samuele Brunori, basso; Alessandro Della Lunga, batteria. Elefunk è il loro disco di debutto (qui la recensione di TRAKS).

Qual è stato il percorso che vi ha condotti fino a “Elefunk”?

Elefunk è il frutto di un percorso di ricerca musicale durato un anno intero o forse più, che ha avuto come fulcro il tema del viaggio, inteso sia come il muoversi verso nuovi orizzonti da contemplare, sia come viaggio “mentale” nel senso più profondo del termine, per scoprire meglio noi stessi, i meccanismi che nel nostro piccolo ci governano in quanto esseri umani.

Di che cosa è simbolo l’elefante del titolo e della copertina?

L’elefante in copertina ha una funzione portante, in quanto è proprio lui il mezzo di trasporto per passare da una nota all’altra del nostro disco, anche nei nostri testi viene più volte ribadito, più o meno esplicitamente. Quella di introdurlo nel disco è stata una delle idee sin da subito consolidate.

Come nasce Thin Line Trips?

L’idea di Thin Line Trips parte dal giro di pianoforte che suona già all’inizio della traccia… È un brano che è stato poi “assemblato” un poco alla volta da tutti noi. È un invito ad abbandonare i preconcetti dettati dalla società frenetica in cui viviamo lasciando alle spalle ciò che ci attanaglia per seguire quello che veramente è importante per noi stessi

C’è anche una componente “cosmologica” nel vostro disco: si tratta di semplici spunti o siete veramente appassionati di astronomia?

La componente cosmologica nel nostro disco c’è… ma è stata spesso fraintesa! Non stiamo in sala prove armati di telescopio e astrolabio a cercare ispirazione nelle stelle, bensì ci piace fermarci e guardare in alto di tanto in tanto e pensare a quanto i nostri problemi e la nostra visione delle cose siano in realtà microbi rispetto all’universo che ci circonda… attorno e dentro noi.

La prima traccia del nostro disco si chiama Discoverin’ Trappist – 1 come il sistema solare recentemente scoperto in quanto il numero di pianeti in orbita attorno a questo sistema è lo stesso del numero di pezzi nel nostro disco. Ascoltando la traccia viene subito in mente lo spazio e abbiamo pensato che potesse funzionare bene già così! Ahah

Tre brani del tutto imprescindibili per la vostra crescita musicale?

Tra le più disparate e improbabili: Echoes dei Pink Floyd, Diesel di Eugenio Finardi, Octavarium dei Dream Theater.

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