Lingue, “Umani”: recensione e streaming

Il progetto Lingue nasce da Federico Vittorini, Marco Fontana, Andrea Orlandi, Valerio Scarsella e Luca Biasini, insieme dal 2016. Dopo l'ep d'esordio Neve, pubblicato nel 2017, ecco il primo lp, pubblicato lo scorso 8 maggio: Umani. Un disco che strizza l'occhio alle sonorità del pop che è stato e le nuove correnti, prodotto e arrangiato da mani esperte.

Umani è un disco che ci ha spogliato completamente dalle maschere che ogni giorno ognuno di noi indossa per sembrare “giusto” nei confronti di questa società sempre pronta a giudicare e a farti sentire piccolo. È un disco sincero, vero, scritto con l’anima e le vene".

Lingue traccia per traccia

Non permettere più a un giorno sbagliato di farti del male / di non farti più uscire

Compito di aprire il disco è affidato alla title track Umani. Un abbraccio virtuale collettivo, un angolo di speranza in un momento in cui sembra tutto impossibile da risolvere. Una spinta per trovare il coraggio di uscire di casa, che mai come ora sembra avere un significato in più.

Non so se hai mai pensato che niente ha senso / come penso io quando mi addormento

Morire e poi tornare fa meno rumore ma molto più male. Voglia di scappare e di rinascere, ferite aperte ma ancora sorrisi da regalare. Siamo sempre nei meandri dell'indie pop, che forse è morto ma la sua anima non si è ancora arresa.

Sei bella come il mare alle 7 di sera

Venere ha la voce un po' strozzata, figlia di ricordi e di capelli al vento. I nodi si sciolgono e diventano onde, si lascia fluire il dolore e si aprono le porte a nuove sensazioni. Il sound continua a fare centro, a rendere potenziale singolo ogni brano ascoltato.

Quanta gente c'è che non va a votare ma poi fa l'esperta di economia mondiale

Ecco appunto il momento di Scale, uno dei singoli estratti dall'album. Il ritornello sa di primavera, di ragazze che iniziano a scoprirsi e di paranoia: la paranoia generazionale per tutto quello che non funziona e di desiderio non corrisposto di non essere solo spettatori.

Non ti stanchi mai di seguire le mode / Ti spegni col tempo sei una sigaretta

Anche la traccia successiva, Regali, è stata scelta come singolo. Una critica al consumismo e alla rapidità con cui le mode si succedono creata con un'eco di Rino Gaetano, tra la denuncia e la caciara, nonostante sia uno dei pezzi meno "leggeri" dell'album.

Se rimane un segreto ci piace di più e lo possiamo rifare

Arriva Lovepop, la canzone dell'amore libero, di notti dal sapore proibito e di notti tra amici che resteranno indimenticabili. Un andare a puttane dove non c'è niente di male, solo voglia di stare bene. Promiscuamente.

Voglio stare in silenzio / il silenzio è un cliché

Gli sportivi generosi sono spesso al centro delle canzoni: Gary Neville è stato uno dei giocatori più caparbi e silenziosi della storia del calcio. Se solo fossi come lui andrebbe tutto in modo diverso?

Non so se è meglio bere e mangiare rispetto a guardarti negli occhi e morire

Non te ne rendi conto è il brano che vede la collaborazione del Management, che effettivamente trova parecchie affinità con i nostri Lingue. Ci sono riflessioni importanti su andate e ritorni di un ragazzo che ancora non ha avuto modo di capire realmente quanto sia complesso il mondo dei "grandi".

E io ascoltavo la tua voce senza perdermi una parola

Si prosegue poi con Mezzanotte per sempre. La band descrive il pezzo come "una lettera d’amore che non verrà mai letta". L'amore è quello per una mamma che non c'è più. Troppo freddo per pensare, troppe emozioni da provare.

Finiranno gli argomenti per parlare / Non è una cosa triste, nel silenzio ci so stare

Anche senza le mie mani regala l'ultima gioia dell'album. Un'intro di chitarra elettrica che non sfoga ma alleggerisce, è nostalgia e bellezza da ammirare, sembra seguire il movimento delle onde.

Umani è in bilico tra qualcosa che abbiamo già sentito, qualcosa che va di moda oggi e qualcosa che ancora deve arrivare. Alcune tracce fanno venir voglia di ballare, in altre si sente forte il disagio e la voglia di comunicarlo, e il tutto è condito dal suono del mare e della voglia di vivere. Magari cantando.

Pagina Facebook

Genere: Indie Pop

Se ti piace Lingue assaggia anche: Management

Nessun commento ancora

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi