E’ uscito il primo disco solista di Roberto Cato Picinali, polistrumentista molto attivo in diversi progetti della scena musicale bergamasca: qui la nostra recensione.

Negli otto brani pop-rock, con un po’ di blues e di soul, Cato mette insieme le esperienze maturate in svariati anni di militanza con diverse band, solo che ora ci mette la faccia. E la voce, anche per rispondere alle nostre domande.

Hai una ricca e variegata carriera alle spalle: perché la scelta solista e perché ora?

La carriera da solista arriva dopo aver suonato per vent’anni in varie band. E’ un traguardo per me, le band mi hanno sempre frenato a causa dei soliti scazzi, cambi di line up, gente che suona tanto per far qualcosa senza passione.

Adesso mi piace essere indipendente anche se negli ultimi mesi sono affiancato nei live dagli Stonebeaters cioè Elio Donini alla batteria, Gabriele Guerini al basso, e Mauro Donini al Sax.

Loro sono una band fantastica, hanno la mia stessa passione per la musica e fin da subito abbiamo trovato quel feeling giusto per aggiungere il groove perfetto alle canzoni che scrivo.

Che tipo di periodo hai cercato di fotografare con questo disco?

Un periodo di cambiamenti, un periodo sicuramente difficile dove la musica come sempre in questi ultimi vent’anni mi ha aiutato tantissimo. L’album abbraccia molti generi e rappresenta il mio percorso musicale, cercando di vivere di musica a trecento sessanta gradi.

So che comunque ti sei fatto aiutare da numerosi musicisti per questo disco: come sono nate le collaborazioni?

Le collaborazioni sono nate spontaneamente visto che suono da diversi anni e nella scena locale ci conosciamo tutti bene o male.

Nelle canzoni ho voluto solo dare la traccia di chitarra e voce e qualche melodia. Poi il disco lo hanno colorato liberamente le persone che hanno accettato di suonare sul disco.

Una soddisfazione indescrivibile vedere amici musicisti coinvolti attivamente anche se pur per una sola canzone.

Mi incuriosisce molto il brano “Confusione”: come è nato?

 Ah Ah! Sì, “Confusione” è un inno a tutte quelle storie che non decollano… a volte succede così, si finisce in relazioni improbabili e non sempre si ha la forza di uscirne.

E quando le cose non vanno a volte verrebbe da dire alla propria ragazza: “amore spogliati le mutande ho bisogno di parlarti seriamente”!