Madame, “Madame”: recensione e streaming

Era abbastanza difficile prevedere i trionfi di oggi di Madame, partendo da quando peraltro lei stessa si autopronosticava come La sorpresa dell’anno, e sembra pochissimo tempo fa. Fatto sta che la ragazza si è presentata da Big sul palco dell’Ariston di Sanremo e si è guadagnata attenzioni ed elogi. Che ora prova a completare le impressioni con un album omonimo lungo, vario, ricco e molto consistente.

Madame traccia per traccia

Con una voce virata e fluida, con percussioni che sanno di elettronico e virale, Istinto aiuta a entrare nella giungla dei pensieri di Madame. “Ho amici ricchi sfondati/che sono poveri in culo“: si viaggia sul piano delle contraddizioni e dei contrasti, ma anche di qualche topos dell’hip hop.

Ecco Voce, che ha conquistato al Festival di Sanremo molto più di quanto raccontato nelle classifiche. Gli archi sollevano un brano che a ogni riascolto guadagna qualcosa senza perdere in forza.

Poi inizia una notevole lista di featuring: si parte da Fabri Fibra con Il mio amico, che balla un po’ anche se parla di aiuti al suicidio, ma più che altro come simbolo di vicinanza estrema.

Rkomi e Carl Brave si incontrano con la ragazza per parlare di Bugie, ritmata e piuttosto oscura; anche se poi quando arriva Carl è subito vicoletti romani e mezzi sorrisi. Madame tiene per sé soprattutto il ritornello e lo domina con disinvoltura.

Molto curioso l’incontro con i Pinguini Tattici Nucleari su Babaganoush: fumi di incensi orientali avvolgono Madame e PTN, con i ragazzi di Bergamo che si adattano bene ai terreni desertici e hip hop (anche se sentire Zanotti che parla di meth fa un filo strano).

Ultimo incontro di questo lotto è quello con Gue Pequeno per Dimmi ora, notturna e fluida su ritmi moderati. Si risente poi Clito, già presentata come singolo, che si mostra molto esplicita ma le allusioni sessuali sono tutte virate in modo piuttosto problematico, più che godereccio.

Mood la vede accanto a VillaBanks per un brano breve e tutto sommato più di raccordo che di sostanza. Ecco poi Ernia per Nuda, che parla di esplorazioni fisiche e che suona un po’ subacquea, con piccoli echi e risonanze ovattate.

Bamboline boliviane si presenta piuttosto aggressiva e mette in evidenza l’abilità tecnica e il fraseggio molto fitto, su toni sempre piuttosto malinconici.

Tra i pezzi più significativi del disco, ecco Mami Papi, pezzo “di famiglia” che è una richiesta di affetto, amore, vicinanza ma anche di rassicurazioni per il futuro. Ecco la ben nota Baby, con le sue dinamiche veloci e le sue domande che restano in sospeso.

Un po’ di anni Ottanta filtrano in Luna, che registra un duetto con Gaia. Amiconi (freestyle) si apre con considerazioni sparse e poi parla di amicizie, di sincerità, di rapporti.

Sembra tragica dal titolo Tutti muoiono, con Blanco, che invece sfarfalla quasi allegra e parla di tappi nel culo. Certo la parte finale si fa più oscura e sofferente.

Il disco si chiude con Vergogna, ultimo episodio pessimista e ricco di passaggi autobiografici e di senso di inadeguatezza. Forse in parte placata dalle canzoni: “La musica mi insegna che/io sono come gli altri”.

Sedici pezzi possono fare strano per Madame, che fin qui è sempre andata avanti a singoli. Ma da una parte il disco è strutturato come quelli di hip hop, con un botto di featuring e con la voglia di sparare subito tutte le cartucce. Dall’altra forse c’è la voglia di mostrare molte facce diverse: Madame è quella di Voce ma anche quella di Clito, può sorprendere, colpire in faccia, nascondersi e splendere.

Tra l’altro tutto sommato ci si può sorprendere anche per qualche assenza eccellente: mancano da questo disco Sciccherie (che però è uscita nel 2018) e la stessa La promessa dell’anno (targata 2019), ma soprattutto ci si potevano aspettare featuring con Marracash ed Elodie, viste le interazioni avute con i due.

Ma questo lo diciamo soltanto a livello di cronaca, e del resto non è da Madame giocare facile: in realtà nel disco non manca proprio niente e conferma uno dei talenti più sfavillanti dell’hip hop italiano di oggi.

Genere musicale: hip hop

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