Tonno, “Spinoff”: recensione e streaming del nuovo album

SpinOff è il nuovo album dei Tonno, in uscita per Woodworm Label, su tutte le piattaforme digitali, il nuovo lavoro della band toscana è “la naturale e incosciente derivazione del loro percorso artistico metabolizzato durante la fase più acuta della pandemia”.  

A  dare un’ulteriore sferzata di alterità le diverse collaborazione di cui è costellato l’album: dai Tropea ai Giallorenzo, da Le Endrigo a Maggio e Materazi Future Club

Tonno traccia per traccia

Partenza rapida quella che si organizza intorno a Isolation party, con il featuring di Tropea: tracce di dark wave e amici immaginari che si drogano per un primo esempio di canzone stralunata, intima ma anche potente.

Incontro virtuoso quello con Le Endrigo in Costellazione: un oroscopo stravolto, ipercinetico e condito da una voce robotica per una canzone più punk di quello che vorrebbe ammettere con se stessa.

La parte più ludica della band emerge poi con Buscemi, breve intermezzo che lascia spazio all’esoscheletro biomeccanico contro gli attacchi di panico di PNG, pezzo che torna a farsi dinamico ed estremo, preda di angosce e figlio di una linea di basso particolarmente cospicua.

C’è maggio all’interno di Sfasciacarrozze, passo più contenuto e tono più risaputo, con qualche influsso hip hop a mescolarsi alle molte elettricità e a sensazioni che vanno dall’electro al garage.

Minicanzoni, con Giallorenzo, è un tentativo di “essere superfelice” ma lungo un percorso che prevede pugni e confronti con il fidanzato di lei. Tanta elettricità ed energia, ma anche ansia che si fa fatica a scaricare, nonostante la rabbia mostrata. “Sto pure meglio distrutto”.

Elettronica quasi da videogiochi quella che si riversa dentro Holly & Benji, con Materazi Future Club, ad attingere a piene mani dalla cultura pop di provenienza anime.

Mani che puzzano di fumo e sguardi persi in Qualcosa, che nega le possibilità di grandi fughe e grandi storie d’amore, in un congedo dall’album malinconico ma tutto sommato stabile, quasi consapevole.

Ci sono sempre piaciuti i Tonno, inutile negarlo. Perché nelle loro dinamiche a volte confuse si trova una vitalità che fa a pugni per emergere, spesso con originalità e con visioni del tutto personali. Questo disco conferma le impressioni precedenti e le rafforza, con collaborazioni ben scelte e in grado di dialogare sullo stesso piano.

Genere musicale: alternative rock

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