UkuLele, “Golf CL 92”: recensione e streaming

TooMuchFresco presenta Golf CL 92, l’ep di esordio di UkuLele, progetto di street pop leggero ma allo stesso tempo carico di un’inquietudine tipica della gioventù che vive il mondo urbano. Il disco si articola tra l’acustico ed la deep house e note hip-hop grezze e rudi. I fili conduttori sono una Golf CL del ’92 (ehi, ce l’avevo anch’io!) e un amore non corrisposto (ehi, ce l’avevo anch’io!), che forse è semplicemente l’amore verso sé stesso.

UkuLele traccia per traccia

Si parte dall’Intro, piuttosto ricca di nightlife capitolina, con un po’ di black dentro e fuori. “Io non voglio fa’ rap, voglio fa’ musica d’amore, da una vita”: assomiglia a un manifesto, e invece è un vocale.

Viaggia a gradazioni più alte Doppio malto, con un groove di basso abbastanza robusto e qualche vaga influenza funk, a sostenere un fluire di barre piuttosto fitto.

Youporn si concentra sulle cose passeggere con un beat vicino alla techno, ma con qualche svolazzo di fiati piuttosto rinfrescante.

C’è la chitarra a regalare qualche sprazzo di luce nell’apertura di Clipper, che cita Gianni Togni ma sembra un filo meno zuccherosa.

Oscura, fitta, anche piuttosto muscolare, ecco Bugia, con Federica Versace la cui voce solleva un brano che sa di sotterraneo.

Ritmi rallentati in Coatta, ritratto piuttosto vivo e spaccato interessante, tra rapporti cercati e tentativi di avere qualcosa di più.

Si chiude con Viola, poche note di chitarra in partenza e un cantato quasi sussurrato, per un altro ritratto femminile che assomiglia a una resa.

Il comunicato stampa dice che UkuLele è un “ragazzo romano come tanti”, però se la romanità non è in discussione pare abbastanza evidente come la capacità di regalare qualche tratto di pennello molto significativo non sia proprio come quello che possono fare “tanti”. Esordio molto interessante.

Genere: hip hop

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