Yo Yo Mundi @ Casale Monferrato: il report

Ok, non è un concerto quello che gli Yo Yo Mundi, capitanati da Paolo Enrico Archetti Maestri, tengono a Casale Monferrato (Alessandria), alla biblioteca civica Giovanni Canna.

In realtà la band di Acqui Terme è qui per sponsorizzare qualcosa che è già un successo, ovvero il crowdfunding per il nuovo disco in arrivo, La rivoluzione del battito di ciglia (che si può ancora supportare a questo link): avevano richiesto 6000 euro, facendo un po' i timidi, ma hanno già superato i 10.000. E c'è tempo fino al 31 dicembre per andare anche oltre.

Ma è stata una buona occasione per iniziare a togliere qualche velo sull'album, che sarà anche una celebrazione dei 30 anni di attività della band piemontese, con il "ritorno" degli Yoyo vecchi e nuovi.

Archetti Maestri, cappello in testa e a proprio agio in una città che storicamente ha significato molto nella storia della band, inizia parlando di passione e spiega come si tratti di una band che ha capito molto presto che non era il caso di fare "soltanto" musica, perché è un atteggiamento che non fa durare molto a lungo: cambiano le mode e si fa in fretta a essere dimenticati.

Poi parla proprio del rapporto speciale con Casale: qui, nel 2005, si tenne un concerto in memoria e in onore della Banda Tom, formazione partigiana protagonista durante la seconda guerra mondiale da queste parti e finita tra torture e fucilazione per mano fascista. Canzone simbolo fu Tredici, contenuta nell'album Resistenza, poi ripresa dai Gang e che Archetti Maestri propone in versione voce e chitarra.

Del resto il legame tra questa terra e la band è ben testimoniato anche da Munfrà, uno dei dischi più popolari della band, di cui viene svelato qualche particolare (per esempio il fatto che, benché sia tutto cantato in dialetto, Paolo dell'idioma stesso prima del disco non conoscesse che le parolacce).

Si passa poi a parlare de La rivoluzione del battito di ciglia, il nuovo album, in arrivo (forse) a primavera. Ci saranno ospiti, anche se ancora non si sa bene quali, tranne i summenzionati Gang su VCR, dedicata alla Val Susa. E ci saranno canzoni tra cui Spaesamento, che è eseguita per la prima volta dal vivo.

C'è anche modo di raccontare più di un dubbio emerso sulla titolazione del disco, che poteva chiamarsi anche "L'estinzione del koala" o "Il paradiso degli acini d'uva". Ma un che di rivoluzionario, seppur gentile, era già nelle idee degli Yo Yo da tempo.

Così, riallacciandoci a un'intervista che facemmo tempo fa, chiediamo a che punto è la Rivoluzione Gentile che si preannunciava già all'epoca. Sardine comprese.

"E' una domanda da 100 milioni di dollari che non raggiungeremo con il crowdfunding... Io ho sempre creduto nelle nuove generazioni, se devo puntare qualcosa su qualcuno, per forza di cose punto su chi verrà dopo di noi.

Non mi piacciono i luoghi comuni sui giovani sfaticati, sempre in casa... Qualunque generalizzazione tipica dei social è insopportabile. Per cui penso ci sia un buon margine. Qui il problema è sempre quello: viviamo schiacciati da un sistema che si autorigenera continuativamente fino a quando arriverà alla distruzione completa di se stesso.

E purtroppo con la distruzione completa di se stesso andranno di mezzo anche tante nostre risorse. E per risorse intendo anche la democrazia, la libertà, la convivenza civile. Il sistema alimenta dei fuochi che incendiano e distraggono per continuare a vivere di se stesso. Per generare se stesso e le logiche di profitto, di share e per ciò che fa utile per qualcuno.

A me viene da ridere quando dicono "il governo delle riforme". Ma di qualunque colore. Ma perché? Tutte le riforme sono un peggioramento della riforma precedente. Da ragazzo ho fatto anche l'errore di lavorare per un po' di tempo per il "nemico"... Cioè uno studio di pubblicità, occupandomi degli slogan, dei redazionali, dei testi. E all'epoca ho scoperto una cosa che mi ha colpito.

"Slogan" è un termine che usiamo continuamente, ma da dove deriva? E' un grido di guerra vichingo! Questi urlavano "slogan!" e poi squartavano la gente... Noi utilizziamo un linguaggio e delle parole e ci dimentichiamo che le parole sono scatole che dobbiamo aprire e capire cosa c'è dentro.

Perciò per il pubblicitario lavorare è andare alla guerra, facendo morti e feriti. Se riuscissimo a smontare con un cacciavite le nostre vite potremmo chiederci perché tutta questa infelicità, perché tutto questo non considerare che esistono delle parti della nostra vita che possono andare al di là del prendersi per il culo, del gossip, del criticare gli altri...

Cose che anch'io ho fatto e farò. Però se uno prende coscienza e si ferma al primo step forse è meglio per tutti, forse viviamo tutti meglio e facciamo qualcosa di buono per le generazioni che verranno. Invece trasmettiamo nervosismi, tensioni, lamentele.

Venendo qua ci lamentavamo di questa strada tutta piena di buchi... E poi uno pensa: ce l'avevamo tanto con le province. Ora le province ci sono lo stesso, il presidente della provincia è eletto da un concilio di politici, noi ci siamo persi la possibilità di eleggere un nostro rappresentante. Noi Yo Yo Mundi riuscivamo a comunicare con Torino per un discorso di fondi europei. Poi non ce l'abbiamo fatta. Ma ci abbiamo provato...

Per noi la Rivoluzione Gentile passa anche attraverso questi concetti. Gli Yo Yo si sono giocati tantissime chance proprio perché non abbiamo voluto dare gomitate a fianchi di nostri colleghi. Noi facciamo la nostra musica, troviamo una collocazione, ma quando ci è stato detto: "Potete passare davanti a qualcuno" abbiamo detto di no. E ci vantiamo di questa cosa. E in questo modo di essere siamo stati premiati".

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