#SHORTRAKS: tre recensioni per te

Torna Shortraks, la rubrica che ospita tre recensioni in breve. Questa volta tocca a Dal Vivo, Nero Lumière, Foredawn.

Dal Vivo, Scenes from afar

dal vivo, federico bessone, shortraksIl torinese Federico Bessone, vittima di un grave incidente e di un periodo di coma, ha ritrovato vita e forza durante un lungo periodo di riabilitazione che lo ha portato a scrivere le canzoni che sono finite nel suo Scenes from afar, pubblicato con il moniker Dal Vivo. L'impronta iniziale è subito folk: Scenes from afar, la title track, apre il disco con chitarra acustica, violino e una certa dose di impeto. Running on ice ammorbidisce subito i toni, con l'aiuto di una voce femminile ai cori e di una particolare cesellatura di chitarra. Toni più sereni per Disappointed, mentre con The waiting si torna al folk originario ma quasi con modalità epiche. Più eclettica Said&Done, che costeggia terreni blues. Just a game torna a sdraiarsi sul morbido, e torna il violino. Si chiude con I'd like to stay, che rimette al centro la chitarra, in un brano che tende a unire le forze del blues e del folk, interpretato con una certa aggressività. Il disco comprende anche un remix di Scenes from afar. Buona voce, buona abilità strumentale, non un eccesso di idee originali, ma la dimostrazione che la terapia musicale funziona anche per chi ascolta.

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Nero Lumière, Chi fa da sé si estingue

nero lumiere, shortraksChi fa da sé si estingue è il disco d’esordio del quintetto torinese dei Nero Lumière. Prodotto da Adriano Vecchio e scritto in collaborazione con Lorenzo De Maria, il disco conta undici brani nei quali il cantautorato italiano si fonde con melodie incalzanti di ispirazione rock-folk. Si parte dalla molto ironica ma anche un po' amara Dimmi un po', storia d'amore e di cattivo tempismo. L'amore al tempo dei cartoni ha un incedere più variegato e anche tortuoso, con il drumming protagonista e sapori tra latino e tropicale. La ballata della notte (Dylan Dog) registra riferimenti fumettistici (non i primi del disco) in una sorta di ballata tra rock e gypsy. La giostra insiste su concetti metaforici, utilizzando un sound plastico e soggetto a variazioni improvvise. Segue poi La bufera, in grado di mostrare un lato molto più tranquillo e intimo della band, fin qui invisibile e imprevedibile, così come l'improvvisa esplosione nella seconda parte del brano.

Limiti torna a correre abbracciandosi a una ritmica intensa e anche a suoni elettronici e quasi dance. Si torna a marcette e ironia quando entra Cappuccino con cornetto, che sostituisce i suoni sintetici del pezzo precedente con un ampio armamentario analogico. Tagliente arriva poi Canzonetta cinica, blues con molta elettricità e un grande mantello nero. Ambiti francofoni per La Place des Moulins, e qualche nostalgia più pronunciata in Settembre '92. La bonus track Rosalie, ballata con toni noir, chiude il disco. La mescolanza piace molto ai Nero Lumière, quasi mai fermi all'interno dei confini di un genere solo. Il risultato è un disco mai fermo e sempre agitato, con idee che spuntano da tutte le parti.

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Foredawn, Foredawn

foredawnL'album di debutto omonimo del quartetto milanese Foredawn, capitanato dalla voce di Irene, è stato pubblicato da The Jack Music Records e propone un alternative metal molto aggressivo. Si parte dall'introduttiva Cliffs of Moher, ma è con Eternal Fight che si entra pienamente nel discorso. Chitarre piene e in vena di svisate aprono la strada per la voce, in atmosfere apertamente metal. Insidious Dark regala scariche di chitarra e di adrenalina, mentre Tears are Fallen, a dispetto del titolo lacrimoso, continua in modo ruvido, ma inserendo qualche caratteristica tra nu metal ed emo.

Buried Hopes riprende il cannoneggiamento, così come Nightfire, che mette ancor più in evidenza le doti vocali. Stronger accentua gli atteggiamenti sinfonici della band. Elettricità montante in I Stay Here e in Signs, prima che Nightmare chiuda il discorso in modo esplosivo, a meno di considerare la cover del classico anni '80 You Spin Me Round parte integrante del disco. Perfettamente inseriti nell'ambito dell'alt-metal, i Foredawn scaricano tutto il proprio arsenale già in questo debutto ricchissimo di energia.

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