Orietta che vuole duettare con i Naziskin (come da intervista con Le Rane), Bugo che si è rotto dei giornalisti che gli chiedono dov’è, e la malcelata speranza che anche stasera Ibra trovi traffico sulla strada per l’Ariston: benvenuti alla quarta serata del Festival di Sanremo 2021 (ma abbiamo fatto le Cronache anche della Terza, della Seconda e della Prima).

Chiara: Povero Bugo. Tutti a chiedergli dov’è e nessuno che gli chiede come sta. Nel frattempo attendo l’arrivo della pizza, mentre dopo ieri notte e il fantastico operato dell’orchestra la classifica va a rotoli.

Fabio: Non preoccuparti tanto della classifica quanto della parrucca di Fiorello. Sono basito dalla verve degli autori Rai.

Chiara: Sembra uno dei Beehive.

Fabio: Mancano i colpi di sole. Nel frattempo inizia la finale dei giovani.

Già, meglio sorvolare su ciò che accade tra un’esibizione e l’altra.

Chiara: Abito cromaticamente impegnativo per Davide Shorty.

Fabio: Avevo un divano uguale alla sua camicia, negli anni Ottanta. Però camicie a parte la sua qualità di interprete si fa sentire, al netto di un filo di emozione nella voce.

Chiara: L’emozione non ha voce.

Fabio: Serata di camicie impegnative comunque, anche quella di Folcast non scherza. Certo le unghie nere di Rodrigo non si battono.

Chiara: Meno pugno in un occhio però e bravo anche lui. Il suo pezzo e fresco e già sentito allo stesso tempo ci mette anche pathos sul finale.

Fabio: Dai mi butto nel pronostico per i giovani: mio ordine di preferenza Shorty, Folcast, Wrongonyou, Gaudiano. Perciò mi aspetto che l’ordine finale sia esattamente l’opposto.

Chiara: Probabile. Ricordati che ieri io ero ottimista ed è finita a schifìo.

Fabio: Come dimenticarlo. Gaudiano è l’Aiello dei giovani. Fermo co’ ‘sta testa!

Chiara: Lui quanto meno è stato addomesticato prima di salire sul palco, al contrario di Aiello.

Fabio: Dagli due edizioni di Sanremo e inizierà a sbraitare a caso. E a trionfare su tutti i meme. Invece temo che il look di Wrongonyou sia incommentabile. Però l’atmosfera che si porta dietro, di uno che è capitato lì per caso, non mi dispiace.

Chiara: No e poi continua a sembrare meglio dall’altra stanza.

Fabio: Alla fine sposterai la tv.

Chiara: Però prepararti perché le camicie in ecopelle saranno con noi per qualche stagione.

Fabio: Piuttosto la morte. O peggio: mi vesto come Gio Evan.

Chiara: Andata. Io porto il coro.

Fabio: Sì però non far fare i pronostici solo a me. Sbilanciati, forza.

Chiara: Penso vincera Wrong.

Fabio: Dall’altra stanza.

Chiara: Per me Folcast e Shorty andrebbero meglio.

Fabio: Faccio finta di dimenticare che qui poteva esserci La Municipàl.

Chiara: Non posso sopportare anche questo dolore.

Fabio: L’anno prossimo torneranno da Big, vedrai.

Chiara: Premio Mia Martini a Wrongonyou, Premio Lucio Dalla a Shorty. Nel frattempo ho mangiato. Il premio di Sanremo per i finalisti non è male.

Fabio: Certo, purtroppo il world tour quest’anno sarà in streaming, ma l’occasione è sicuramente molto buona.

“E’ qualcosa di eccezionale quello che è successo” dice Gaudiano, dedicando la vittoria al padre scomparso.

Sanremo 2021: si ricomincia dai Big

Chiara: Riviviamo l’agonia della classifica, dai.

Fabio: Si ma non mi ero ancora ripreso dai giovani.

Chiara: Aspetta che ora ti ripigli che arriva Annalisa. Più la sento e più capisco perché piaccia. Più la sento e più capisco perché non arrivi a me.

Fabio: Sempre impeccabile, a parte che non capisco che cos’abbia di morto sulla giacca. Però c’è forse un eccesso di pulizia, di “tutto a posto”. Comunque volevo anche dire che non è vero che non fanno l’amore nei film. Dipende dai film, ecco.

Chiara: Sì è il troppo che stroppia.

Fabio: La prima della classe. Simpa e tutto. Però boh.

Chiara: Ma questa la canticchieremo, vedrai. La stiamo già canticchiando.

Fabio: Ma la canticchio già. “L’ultima volta è sacraaaaa”. Del resto e anche l’ultima volta di Aiello, giusto?

Chiara: Anche oggi il suo look non lo fa passare inosservato. Spero sia meno posseduto.

Aiello si presenta con una specie di ali pelose nere ed è giusto un po’ meno spiritato della prima serata.

Chiara: Be’ meglio dai.

Fabio: Aspetta. Prima mi devi spiegare com’è che gli è rimasto un tappetino del bagno attaccato alla schiena.

Chiara: Si è sempre mosso come se avesse le scarpe con le molle, ha sempre fissato con lo sguardo di chi sta per copulare con la camera. Comunque la storia della canzone è un piccolo dramma: lei si è rifatta una vita e vive nella casa che stava preparando insieme al poro Aiello. Ci credo che l’ha presa male!

Fabio: Ho capito, ma se tutti quelli che hanno una storia finita male dovessero andare a Sanremo ad ammiccare di traverso alla camera e a gridare nomi di medicinali vestiti come un nemico dell’Uomo Ragno sarebbe un Festival molto molto affollato.

Chiara: Quanto sono credibile come giornalista se dico che ho appena mangiato due Fruttolo?

Fabio: Diciamo che c’è stato un periodo in cui i migliori giornalisti musicali li riconoscevi per quante tartine mangiavano alle presentazioni dei dischi.

Chiara: Ecco i Maneskin comunque. Damiano a petto seminudo con tatuaggio in bella vista. La cosa peggiore sono i pantaloni con il fiocco in vita. Il pezzo tiene e porta una quota rock, per quanto personale. La parte migliore è “la gente non sa di che cosa parla tu portami dove sto a galla che qui mi manca l’aria”. Ed è esattamente quello che penso ogni volta che vedo la classifica. Ma aspetta, quello indossato da Damiano era un body! Shock!

Fabio: Eh come ti capisco. Comunque risentiti e rivisti posso anche parzialmente rivalutarli. Ci vedo sincerità, anche se un filo di forzatura nel cantato ce la sento sempre.

Chiara: Più forzato di Fiorello mimo?

Fabio: Non esageriamo.

Chiara: 41 anni con Rutelli, povera Palombelli. Quasi un ergastolo.

Fabio: Dopo 35 ti lasciano andare per buona condotta ormai.

Chiara: Ricordamelo domani sera verso le 2. Noemi e la sua Glicine devono fare dimenticare la brutta figura di ieri sera a causa, si presume, di problemi di audio.

Fabio: Sì le brutte figure sono state un po’ diffuse a Sanremo. E ok, qualcuna anche per colpa dell’audio.

Chiara: Ha cantato bene però lei, quasi come sempre.

Fabio: Mi fa lo stesso effetto che mi fa Annalisa: tutto a posto, lei un po’ più graffiante, ma anche tutto molto prevedibile.

Com’è che era? Sorvoliamo sui conduttori? Ma come può passare inosservato un umorismo così basico?

Chiara: Fiorello ci ricorda che gli animali sono meglio delle persone. Anche Willie Peyote in realtà. Perché non televotano forse?

Fabio: Sicura? Nemmeno nella giuria demoscopica? Lo sapevo che andava a finire sulla lunghezza del pene del gorilla. Era una roba che ci si raccontava alle elementari.

Chiara: Comunque Toti prima premiando i giovani ha rincarato la dose: dice che Sanremo porta sorrisi anche negli ospedali per chi magari si è appena ripreso. Tu pensa sta povera gente che si sveglia magari da un coma e si becca Fiorello che parla del sesso dei pesci pagliaccio.

Fabio: Sull’ultima battuta posso considerare che abbia ragione. Estinguiamoci.

Chiara: E subito dopo si becca Orietta Berti vestita da Drag Queen. O da gufo di Giacomo Poretti.

Fabio: Orietta l’ultima sera prende in ostaggio l’orchestra di Sanremo e chiede cento milioni di dollari in azioni Pfizer, te lo dico io.

Chiara: Dici che è il piano contro Gotham City?

Fabio: Questo è il costume della moglie del Pinguino. Potrò sbagliare i pronostici sulla gara, ma sui nemici di Batman non ho dubbi. Comunque la vecchia scuola rimane dignitosa ma è molto uguale a se stessa. Come purtroppo sempre uguali a se stesse sono le gag con protagonista Ibrahimovic.

Chiara: Bisognerebbe telefonare a Rossella Migliaccio (esperta di armocromia) e capire una volta per tutte che colori donano o no a Colapesce e Dimartino.

Fabio: Ma si scambiano i colori o sono io daltonico?

Chiara: Sono sempre sulla stessa scia. Ma a te chi piace di più?

Fabio: Dal punto di vista cromatico, stilistico o musicale?

Chiara: Musicale. Che stiamo su Glamour? Comunque io ho capito che se non li vedo il mio preferito è Colapesce, poi se lo vedo mi sembra lo zio Totò e mi passa un po’.

Fabio: Be’ è un po’ come chiedere se voglio più bene a mamma o papà, per restare in famiglia. Diciamo che Colapesce mi sembra un po’ più completo. Ma anche Dimartino ha fatto canzoni che mi sono rimaste in testa parecchio.

Chiara: Dimartino peraltro ha sempre avuto la voce quando l’ho visto in giro, a Sanremo non l’ha portata. Continuo a sostenere che per me è da podio nonostante tutto.

Fabio: Sì sembrano entrambi un filo sfiatati.

Chiara: Il balletto mi piace perché lo so fare anche io.

Fabio: Segue dimostrazione pratica. Comunque questa Musica leggerissima ha già fatto un milione di stream su Spotify. Magari diciamolo agli orchestrali demoscopici di Sanremo.

Da Gazzè/Dalì ad Achille Libertà in punk rock

Chiara: Gazzè come sarà conciato? Attenzione! Salvador Dalì!

Fabio: Vellutato.

Chiara: Il farmacista richiede qualche ascolto in più ma poi diventa classicone.

Fabio: Cantare da seduto richiede un po’ di allenamento in più, soprattutto in poltrona.

Chiara: Mi aspetto qualche riconoscimento perché qua l’orchestra davvero dovrebbe godere.

Fabio: Ma stasera votano i colleghi, l’orchestra ormai ha dato. Colleghi nostri intendo.

Chiara: Ci fidiamo dei colleghi?

Fabio: Mai. Però va detto che nelle ultime due edizioni le forze del male sono state sconfitte grazie al loro apporto.

Chiara: Ha il fiore vero nei capelli solo per me per il Fantasanremo.

Fabio: L’hai chiamato? Confessa! Il fatto che si porti via la poltrona fa punti?

Chiara: Non saprei. Ciao Willie Peyote! Capitan Harlock della giustizia.

Fabio: Anche con il video ci è andato leggero. Il nostro Childish Gambino. This is Italia.

Chiara: Non ti servono i programmi se il consenso ce l’hai d’altronde. Evviva il basso. Evviva la cassa dritta mentre prende tutti per i fondelli. Mi sono un po’ innamorata in queste sere comunque.

Fabio: Dove si colloca questa nella tua classifica di canzoni di Willie?

Chiara: È salita tra le favorite, confesso. Non solo per il pezzo in sé ma per quello che rappresenta e per lo spirito con cui si è messo in gioco.

Esce Willie, entra Malika Ayane e l’atmosfera si fa un po’ meno battagliera.

Chiara: Le tende di fili di perle continuano a impreziosire i look di Malika Ayane

Fabio: Eh impreziosire, ieri quando l’hai vista alle 2 di notte eri meno entusiasta. Sempre elegante comunque. Anche quando fa la pubblicità del dentifricio

Chiara: È più carica e meno malinconica del solito repertorio sanremese, e forse un po’ mi manca uno stracciamento di vesti. L’unico che si dispera per ora è Aiello.

Fabio: Ma mi dispero di più io quando ascolto e vedo Aiello. Malika fa anche un po’ la sensualona.

Chiara: E’ sensualona. Scarpe sempre 10.

Fabio: Va be’ sono tutti tacchi dai 12 in su comunque.

Il quadro di Achille Lauro di stasera è dedicato al punk e, di conseguenza, un po’ più anarchico, con il ritorno di Boss Doms e la partecipazione anche vocale di Fiorello.

Chiara: Punk rock, icona della scorrettezza. Ci vedo qualcosa di Billy Joe A. dei Green Day.

Fabio: Be’ in realtà è più Jimi Hendrix che suona l’inno americano. Ma Hendrix non era punk. Forse un po’ New York Dolls.

Chiara: Ci speravo tantissimo di vedere Boss Doms. Se ne stanno letteralmente fregando. Achille esplode di sentimenti contrastanti e ha gli occhi dolci da cagnolino sperduto che ha ritrovato la sua famiglia dopo lunghe disavventure.

Fabio: Anche il costume di Fiorello avrà riferimenti, sembra una Madonna nera, però incoronata di spine.

Chiara: Comunque grande libertà di espressione, di affetto, di disinibizione. Il suo costume è la Libertà che guida il popolo, che sposa un’idea di assoluta sregolatezza sul palco dell’Ariston, le toglie il velo e la bacia, mentre lo stolto si ferma al fatto che sia rappresentata da Boss Doms, un uomo.

Fabio: Non vorrei essere sempre quello che critica, ma unica nota un po’ stonata secondo me proprio Fiorello, che non trovo il personaggio più adatto al contesto. Infatti non vedeva l’ora di uscirne, dal contesto.

Chiara: No ma figurati se poteva esimersi.

Cuori strappati, Mahmood & pochade evitabili

Chiara: Quanta meraviglia tutta insieme, è il turno di Amare de La Rappresentante di Lista.

Fabio: Quello che accomuna le canzoni a mio parere migliori di questo Festival, quindi Rappresentante, Willie, ColaDima eccetera, è il fatto che non abbiano sacrificato niente: né la scrittura intelligente con testi per niente scontati, né la fruibilità “da classifica”. Non è proprio da tutti restarti in testa ma avere anche qualcosa da dirti e delle emozioni da trasmetterti.

Chiara: Non mi parlare di emozione che Veronica ogni volte mi strappa il cuore e se lo mangia.

Fabio: Amore è cannibalismo. Ma ecco un look decisamente sorprendente di Madame. E tu che ti lamentavi del grigio topo.

Chiara: Ora siamo al grigio lontra ma decisamente più sexy.

Fabio: Di fronte alla tua autorità cromatica non posso che inchinarmi sempre.

Chiara: 18 anni sta ragazza. E anche lei soffre un sacco.

Fabio: Sì perché poi “eh ma l’autotune”. Questa è una canzone molto difficile da cantare, autotune o no. E lei se la fuma con una scioltezza che fa spavento. Comunque Sanremo è utilissimo per fare pulizia contatti. Ogni sera cadono teste su teste.

Chiara: Tutti i fan di Aiello?

Fabio: Anche tutta una serie di espertoni che l’ultimo concerto dal vivo che hanno visto era una cover band di Cristina D’Avena alla sagra di paese.

Chiara: Va be’… È tornata Arisa e ricordo che anche la sua era una storia d’amore tormentata. Mi truccavo come lei alle superiori.

Fabio: Rimmel così?

Chiara: Riga bianca e riga nera.

Fabio: Accostamento di colori infausto, ma non ti sto neanche a dire che sicuramente stavi molto meglio tu.

Chiara: Povera dai stasera sta bene invece.

Fabio: Anche Arisa per me sta nel campo di quelle che fanno tutto bene ma mi sanno sempre di già sentito.

Chiara: Se potesse la Palombelli chiederebbe autografi a tutti. Ha lo spirito della fan.

Fabio: “Spirito” parlando della Palombelli mi sembra un po’ forte.

Chiara: 41 anni con Rutelli.

Fabio: Hai ragione.

L’imbarazzante pantomima di Amadeus e Fiorello che rifanno “Siamo donne” di Sabrina Salerno e Jo Squillo prende forma.

Chiara: Ecco i Beehive.

Fabio: Becchiamoci quest’altra pochade.

Chiara: Potevano chiamare le vere a sto punto. Trash per trash. O vuoi dirmi che arrivano?

Fabio: Dovevano. Che poi onestamente l’originale me lo ricordo. Ed era tutto tranne che una dichiarazione di femminismo.

Chiara: Femminista una canzone cantata in mutande la vedo difficile. La parrucca di Amadeus sembra un’alga Wakame.

Non bastando la pantomima, ecco anche Ibra, sempre accompagnato da musichette balcaniche (di cui già Elio ebbe a dire in modo piuttosto esaustivo), caratteristiche, come dice Amadeus, del suo paese natale. Che poi è il grande cuore dei Balcani, la Svezia.

Fabio: Coma_Cose en rouge.

Chiara: Again. Fiamme negli occhi, presente? Ottimo Ibra che li annuncia “Come cosen”

Fabio: Una cosa dovevi fare Ibra. Una.

Chiara: Lui la guarda da cucciolo.

Fabio: Sempre. E comunque girala come ti pare, ma io i pezzi di ‘sti ragazzi finisco sempre per cantarmeli.

Chiara: Lei sembra che debba scoppiare a ridere da un momento all’altro.

Fabio: Be’ come diceva il Maestro, lei sta assistendo allo “spettacolo di arte varia/di uno innamorato” di lei. Anche se ci fosse stato il pubblico si sarebbero guardati soltanto fra di loro.

Nell’astronave di Sanremo sbarca uno dei nostri artisti più alieni, Mahmood superospite, due anni dopo il trionfo di Soldi. Un timbro sempre meglio sostenuto da canzoni corpose e multicolori.

Chiara: Mahmood ondeggiante. Vestito da passerella peraltro. L’orchestra batte le mani come i ragazzini a messa la domenica. Così imparate a far vincere Ermal.

Fabio: Sempre più padrone della scena.

Chiara: Quasi incontenibile. Ma poi è delicatissimo e gigante. Bravo bene viva. Ora che ha finito di cantare annamo avanti?

Fabio: Comincia a scendere un po’ la palpebra?

Chiara: Un po’. Carino anche a prestarsi a queste angherie come lo yodel.

Fabio: Sì a Sanremo c’è una tassa da pagare sempre. Ora chi è questo Fasma?

Chiara: Sempre lo stesso da ormai quattro giorni a questa parte. Autotune. Ricordo il ritornello

Fabio: Riconosco più facilmente il direttore d’orchestra, il Melozzi. Riesci anche a spiegarmi perché lui è big e Shorty giovane, sì?

Chiara: Penso per vendite streaming ed etichette. Trema come un pulcino bagnato, bella gioia. Ci sta mettendo tutto. Non ha detto mezza cosa senza autotune.

Fabio: Ma per carità non è che l’autotune sia il male assoluto. Quello è Aiello. Ma non c’è né originalità né qualcosa che mi smuova un minimo.

Monologo della Palombelli per infondere speranza alle nuove generazioni femminili, punteggiato di successi sanremesi.

Fabio: Iddio la verve della Palombelli. Ma Tenco si è ammazzato a Sanremo giocando con una pistola?

Chiara: Dio mio. Sta parlando per canzoni. Io Tenco non riesco a guardarlo negli occhi. Mi fa proprio male.

Fabio: Ha uno sguardo che ti dice che è anche colpa tua.

Ospiti discutibili e indiscutibili

Chiara: Ama dice che quello de Lo Stato Sociale è punk rock

Fabio: Non ha niente di punk peraltro. Se non la citazione dei Clash.

Chiara: Anche oggi grande confusione colorata

Fabio: Lodo che esce dalla scatola con la chitarra. Trovano un senso nel proprio caos.

Chiara: Fedez e Michielin con il nastro rosa.

Fabio: Avrò sbagliato la mia spesa o la mia sposa? Un Fedez più determinato e meno cucciolo stasera. Ha levato anche un po’ di autotune? Non del tutto ma meno.

Chiara: E una Michielin che si mangia lui e il palco di Sanremo.

Fabio: Tutto questo pathos e me ne arriva così poco.

Chiara: Pathos no, ma sono comunque tra i potenziali primi tre.

Fabio: La Amoroso però non ce la meritamo. Se togli Mahmood, Elodie e Diodato, la peggior edizione della storia di Sanremo per scelta di ospiti. Domani? Albano? Cugini di Campagna? Voldemort?

Chiara: Perdonami ma devo ripetere che la Marrone mi risulta meno fastidiosa del solito.

Fabio: Ho capito di fianco alla Amoroso anche l’herpes è meno fastidioso.

Chiara: Tocca al povero Irama. Se questa cosa della quarantena fosse successa ai nostri saremmo disperati.

Fabio: Ho un fastidioso deja vu

Chiara: Torniamo alle radici ora con gli Extraliscio.

Fabio: La voce di Toffolo comunque è un graffio importante. Forse mai abbastanza considerati i TARM, anche nell’evoluzione “storica” dell’alternative italiano.

Chiara: E lo dimostrano i capelli bianchi dietro la maschera. Ecco il vecchio che balla! Pezzone questo comunque. Spero ci sia presto un primo maggio e di buttarmi in mezzo alla folla.

Fabio: Eh si. Speriamolo vivamente. Ma tipo stage diving?

Chiara: Anche. in effetti mi piacerebbe provare, posto che mi farebbero cadere sicuro.

Fabio: Be’ Manuel Agnelli suggerisce, se sei la cantante, di insultare forte le prime file così si compattano per risponderti. Poi quando gli zompi sopra è troppo tardi e non possono farti cadere. Oggi sarebbe il compleanno di Battisti, ma la Rai ha un film su Carosone da promuovere e così affida l’omaggio a Enzo Avitabile.

Chiara: Per quanto sia da riconoscere che, anche se sta lontano da me anni luce tutto ciò, ci sanno fare il maestro e i suoi percussionisti in canotta. E’ anche più sveglio di tutti quelli in gara. Si rimane in ambito campano con Ghemon, che ha lo stesso style di Shorty. Giacca over come moda vuole. Continua a piacermi anche all’una di notte.

Fabio: Be’ condividono anche materie musicali. E stasera anche l’acconciatura.

Chiara: Ha una scarpa diversa dall’altra.

Fabio: Io manco vedo se ha le gambe.

Chiara: Una è nera, una è pitonata. Ma ecco il buon Renga. Oggi lo hanno messo direttamente muto.

Fabio: Be’ gli hanno rubato giusto qualche parola all’inizio. Certo lottare con tutte queste difficoltà su un palco così, e non al pub all’angolo, dev’essere frustrante.

Chiara: Un Francesco Renga con un completo simile una ventina di anni fa mi insegnò due cose: 1) i Timoria erano morti per sempre 2) Facendosi la doccia e lavandosi i capelli era anche un bell’uomo. Stasera meglio dell’esordio nonostante i primi momenti

Fabio: A Omar Pedrini non piace questo commento. Mah lo hanno devastato di commenti negativi. Però secondo me meno peggio del solito Renga sanremese. Ma ecco che torna la Amoroso con Matilde Gioli per trasformare questo nel Festival del Pippotto italiano.

Chiara: Mamma mia sta cosa sul lavoro poteva essere fatta in un milione di modi diversi e invece hanno scelto questa menata.

Fabio: Ci sta eh? Il messaggio che esce da Sanremo è giustissimo. Ma non è una battaglia che vinceremo con la retorica. Ora poi “Amoroso” e “artista” nella stessa frase è il colpo finale alla battaglia per i diritti dei lavoratori.

Chiara: Dovremmo commuoverci, da scaletta, secondo me.

Fabio: Eh no. Perché lo Stato sociale fa una cosa magari anche furba però sincera e ti scappano due lacrime. Questa roba qui è forzata e obbligatoria e non fa nessun effetto.

Rengabis, poi il cringeoke di Sanremo

E siccome il pippotto e la Amoroso che fa strame di Fossati non sono abbastanza, ecco che Renga punta i piedi con la direzione artistica di Sanremo, chiede e riottiene di cantare per quelle due note iniziali che gli avevano sottratto a inizio canzone. Chiara però se la canta e manda vocali.

Fabio: Eh devi essere un filo più enfatica. E poi fare delle facce.

Chiara: Le facevo. Le basi!

Fabio: TU CHE DORMI SUL DIVANO/E IO CHE TE LA RICANTO SEMPREEEEEE

Chiara: Così non ti dimentichiiii dimentichiiii ritorno sempree

Fabio: Eh come il peperone.

Chiara: Meglio la seconda esibizione. Se ricanta alle 4 vince lui.

Fabio: Ma poi potrebbe anche vincere eh? Non è che Ermal sia molto meglio di così. Comunque Renga-Amoroso-Renga-Gio Evan sembra una scaletta fatta da un serial killer.

Chiara: Anche lui ha dato una regolata all’esibizione, evitando strane movenze da uomo di latta. Che poi ora in preda ai fumi del sonno dirò una cosa: in qualcosa ha la scrittura fotografica di Vasco Brondi. Però non ce la fa a non sfociare nel qualunquismo.

Fabio: Questa te la lascio passare solo perché ormai albeggia. Mi sento solo di aggiungere che la giacca gliel’ha sempre disegnata la Strega del Nord. Ed eccolo il vincitore annunciato, Ermal Meta, con tutta la sua allegria.

Chiara: Edward mani di forbice sempre e per sempre

Fabio: Speriamo che lo confondano con Madame e facciano vincere lei. Ma non è male eh? Ma ripeto: che ha più degli altri ?

Chiara: Non saprei. Ecco Bugo, che mi ricorda sempre più un anziano abbandonato.

Fabio: Ma lo è. Abbandonato da Morgan.

Chiara: Io lo vorrei invitare a pranzo. La barba forse mi sa di sciupato.

Fabio: Uno juventino sfegatato che canta che vorrebbe fare l’arbitro è un po’ troppo persino per questo palco.

Chiara: Era indie quando chi ora dice che l’indie non esiste non era ancora nato.

Fabio: Verissimo. Comunque mi sa sempre di Jannacci ‘sto pezzo.

Chiara: E non è manco così male.

Fabio: Anche il pezzo dell’anno scorso, quello diventato involontariamente famosissimo, esprimeva una serie di desideri irrisolti. Evidentemente realtà e desideri di Bugo rimangono lontani.

Chiara: Fa tenerezza ancora di più dopo la sua dichiarazione di qualche ora fa in cui dice forte e chiaro che lui c’è eccome altro che “dov’è Bugo”. Ma ecco Fulminacci. Ci stavamo dimenticando del nostro figlio piccolo. Tipo Kevin di mamma ho perso l’aereo.

Fabio: Povero Fulmi.

Chiara: Noi dormiamo e lui solo sul palco. Lui pure nei cadetti di Guascogna di diritto per meriti stilistici.

Fabio: Ma il primo della fila.

Chiara: Anche se ho capito chi mi ricorda. Il Gallo di Robin Hood della Disney. Soprattutto visivamente in questo momento.

Fabio: Sì è lui. Anche se “ma non a Nottingham” la canta sempre Motta ai concerti.

Chiara: Se volessimo fare vincere la tradizione di Sanremo potremmo fare vincere lui. Tocca a Gaia e di lei sento soltanto parlare bene in giro

Fabio: Ma per la scollatura? La tourette stasera ha colpito lei.

Chiara: No per le doti vocali e la canzone. Per la scollatura sarebbero meritati

Fabio: Mi sembra evidente il tentativo di buttare lì il tormentone estivo. E basta. Per me una delle peggiori. Si chiude con un altro che passa di lì veramente per caso.

Chiara: Lui è Random di nome e di fatto. Lo ascolto bene e vedo se qualcosa si salva.

Fabio: No. Neanche le scarpe. Che imbarazzo.

Chiara: Niente sembra un karaoke cringe.

Fabio: Un cringeoke. Ora tocca alla sala stampa dimostrarmi che pago l’iscrizione all’Ordine da troppi anni per un qualche straccio di motivo.

Chiara: Davvero guarda. Ci sto credendo più di ieri. E tu mi insegni che chi visse sperando… Che ansia. Ermal è praticamente un Super Sayan.

Ma alla fine la sala stampa il suo lavoro lo fa, anche in maniera molto efficace. E chiudiamo con una nota di speranza per domani.

Fabio: Va completato il lavoro e portato Willie in vetta.

Chiara: Duro da battere Ermal.

Fabio: Ma con il televoto ci prendiamo tutta Sanremo.

Chiara: Tu ricarica il cellulare.