Sara Battaglini, “Vernal Love”: recensione e streaming

Vernal Love è il nuovo progetto della cantante e compositrice Sara Battaglini. Un progetto trasversale con un ensemble interamente toscano composto da sei elementi intrecciati in un delicato tessuto acustico ed elettronico. Un progetto dedicato al concetto dell’assenza, intesa non solo come distanza e mancanza ma come stato, come “casa”. E’ una visione della vita fuori e dentro una bolla nella quale ci sentiamo protetti e imprigionati allo stesso tempo, in cui raggiungiamo il punto di maggiore distanza da ciò che ci circonda ma anche la profondità più intima e sensibile della nostra persona.

Dopo il primo disco Dalia con una formazione in trio e collaborazioni come nel disco Text(US) degli Auanders, Sara Battaglini compone e arrangia il nuovo lavoro Vernal Love per una formazione allargata di sei musicisti dove oltre alla ritmica composta da Simone Graziano, Francesco Ponticelli e Bernardo Guerra, intreccia alla sua voce la timbrica di due fiati, il sax baritono e clarinetto basso di Beppe Scardino e la tromba e flicorno di Jacopo Fagioli.

Sara Battaglini traccia per traccia

Si parte con classe ed eleganze, sulle onde di una Siren che naviga i mari del jazz ma senza incagliarsi troppo in suoni antichi. Anzi le evoluzioni sono del tutto contemporanee, punteggiate dai fiati e lungo una struttura mutevole.

Le note si allungano e rallentano un po’ con Love Affair on the Moon, brano per forza lunare e notturno, che fa dialogare fiati e basso, con la voce che si estende morbida.

Birdcage aumenta le dosi di pathos, soprattutto in principio, per poi distendersi su declivi più dolci, anche se la batteria si occupa di tenere vivi tutti i fuochi del brano.

Il basso ragiona nelle retrovie di White, particolarmente vicina al jazz, ma anche composta di piccoli effetti e vibrazioni sparse, per un brano di cui è particolarmente difficile prevedere le evoluzioni.

La voce calda di Sara si fa particolarmente vellutata con l’arrivo di Am I Hysterical, ballad con pianoforte che però non nasconde movimenti inquieti che si agitano sullo sfondo.

Spazio poi per un Dialogue piuttosto doloroso sulle prime e poi più aereo e appena più leggero, sfumato. Isolata con i fiati, la voce si prende il finale, con Eerie day, for you, composizione con qualche tratto funereo.

Disco da ascoltare con grande attenzione: Sara Battaglini mette in campo doti non comuni, accompagnata da musicisti di valore, per un piccolo gioiello di metà estate che sta in bilico tra generi diversi ottenendo il meglio da ogni campo. Da sottolineare, di nuovo, le qualità della voce ma anche il grande senso di equilibrio che permea il lavoro.

Genere musicale: jazz, sperimentale

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