Vat Vat Vat, “Vie”: la recensione

Reduci da svariate esperienze e reincarnazioni, i Vat Vat Vat arrivano al debutto su lp dal titolo Vie, pubblicato da La Clinica Dischi e Manita Dischi.  Vie, il titolo, nasce dal riconoscimento della molteplicità, della diversità, della dissomiglianza quali elementi di assoluta bellezza e vitalità.

Dopo aver passato il 2017 a suonare in giro per l’Italia in oltre 70 concerti, il gruppo, finalista a Sanremo Rock 2017, decide di accettare la scommessa di Musicraiser per finanziare il proprio esordio su lp, raccogliendo 5000 euro in pochissimo tempo.

Vat Vat Vat traccia per traccia

La partenza è affidata alla piuttosto drammatica (Bianche) Orchidee, che canalizza i propri sentimenti grazie a chitarre e synth. Ritmata e nervosa ecco Audace come l’amore, che spezzetta l’andamento ma lo addolcisce anche con sequenze melodiche.

Comunicare mette in evidenza il pianoforte e linee sciolte e mobili. Invece Solitaria opta per un drumming molto alterno ma spesso serrato e comunque per umori nervosi di fondo.

Si prosegue con Velleità, anche questa che ragiona più per frame che per sequenze, facendo della frammentazione una virtù. Al contrario, Quello che vuoi è una canzone di fluidità, movenze e confidenza, tra futuri possibili e piccole raffiche di organo.

Istinti da dancefloor si spiegano su Deja-vu, prima di uscire dal disco attraverso una Via di Fuga al contrario molto morbida, quasi ovattata.

I Vat Vat Vat riescono a confezionare un disco interessante e intrigante, ricco di atmosfere differenziate, composito come la sua copertina, e generoso con le buone idee.

Se ti piacciono i Vat Vat Vat assaggia anche: Babel Fish

Pagina Facebook