Vostok, “Smania”: la recensione

I Vostok pubblicano oggi il nuovo album, Smania: il nuovo lavoro del gruppo rock originario di Cecina esce per Manita Dischi, co-edizioni La Clinica Dischi.

Registrato presso l'Igloo Audio Factory di Correggio (RE) da Andrea Sologni, mixato fra l'Igloo Audio Factory e il Red Bull Studio Mobile dallo stesso  Andrea Sologni. Masterizzato da Andrea Suriani presso l'Alpha DEPt. recording studios di Bologna.

“Smania” è il riassunto di ciò che è successo, di quello che ci ha creato ansia o frustrazione, di quello che ci ha fatto stare bene; raccontato con la consapevolezza di chi ha già rielaborato tutto.

Vostok traccia per traccia

Si parte di chitarra, acidella, in Ridatemi Novembre, pronta a orizzonti vasti e a un drumming che picchia duro (ragazzi, comunque trovatelo il tempo per ascoltare l'ultimo di Iosonouncane perché merita).

Rabbia e rumore a livelli hardcore si materializzano in Armadi, mentre la seguente Boban alterna momenti di furore ad altri di maggior furore, con qualche passaggio dialettico.

Primavera è un pezzo tutto sommato moderato, con umore un po' declinante (e del resto se parli dei Vanzina, di De Sica e di Boldi non è che ci sia da stare allegri). La seconda parte del pezzo è quasi classica per sonorità.

Portatrice invece di rock molto metallico e di messaggi antidepressivi alternativi, ecco poi Militare, robusta e regolare. Confo si espande gradualmente, moderando i propri rancori e i propri messaggi fino ad alcune esplosioni.

T. ha una partenza acida e poi aggiunge rumore nelle casse, il tutto con un filo conduttore di una certo spleen del vivere.

Meno spleen e più risentimento all'interno di Aurelia, che suona ruvida ma senza perdere gli equilibri interni.

Si chiude con Reni, pezzo fluido e agile con molta chitarra, capace di momenti di potenza ma anche di sottigliezza.

Una conferma per i Vostok: Smania suona forte e alto, con i punti fermi in bella evidenza e con una ventata di ispirazione che spazza tutti i brani del disco, irrorando di energia a dispetto di un umore molto variabile.

Genere: alternative rock

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